Re: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern

#37531
lorenzo.pantieri
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    Potrei creare un’opzione scauthorscite per fare quello che chiedi. Questa opzione, però, riguardando lo schema di citazione dovrebbe essere inserita in un file .cbx, che come sai non ho predisposto, per ragioni di “elasticità” degli stili.

    Capisco.

    Comunque non scriverei mai “vedi [Pantieri, 2009]”, ma eventualmente “vedi Pantieri (2009)”.

    Vedi Ivan, è proprio una questione di scrivere in buon italiano. Se, in un testo, si scrive “Pantieri” ci si rifersice alla persona, non a un’opera che quella persona ha scritto.

    Esempi di frasi che vanno bene:

    Questo problema è affrontato da Pantieri (2009).

    Pantieri (2009) ha affrontato questo problema.

    Un esempio di frase che non va bene:

    Per vedere come risolvere questo problema vedi Pantieri (2009).

    L’ultimo caso è ambiguo, come minimo: qui “Pantieri” sta per l’opera scritta da Pantieri, ma è un’ambiguità. E, a dirla tutta, sta proprio male.
    Si rimedia scrivendo l’opera in un modo diverso dalla persona, per esempio:

    Per vedere come risolvere questo problema vedi (Pantieri, 2009).

    oppure

    Per vedere come risolvere questo problema vedi PANTIERI (2009).

    Negli ultimi due casi è chiaro che si sta parlando di un’opera, e quindi il maiuscoletto può servire a questo fine. Nella bibliografia finale, invece, il maisucoletto è superfluo (anche se qualcuno potrebbe gradirlo per omogeneità, questione di gusti): autore e opere sono molto bemn staccati e distinguibili, non c’è bisogno di un font diverso.

    Invece nelle citazioni un font diverso potrebbe fare comodo: “PANTIERI (2009)” al posto di “(Pantieri, 2009)”.

    In conclusione: l’opzione “scauthorscite” farebbe comodo. Ma non mi pronuncio sulle ragioni TeXniche che, eventualmente, ti spingono a rinunciarci. E poi il codice che consigli da aggiungere nel preambolo è facile (oggi lo provo).

    In conclusione, non credo che ci sia uno standard in materia.

    Capisco.

    Chiedo a te ed estendo la domanda a chiunque sia interessato: meglio degli stili buoni per tutti od ottimi per scritti in lingua italiana?

    Anche qui, l’ultima parola è la tua, visto che nessuno meglio di te ne conosce le implicazioni TeXniche. Certo, in linea generale sarebbe assai meglio che gli stili di biblatex fossero multilingua. Nessun dubbio su questo: uno dei punti di forza di biblatex è, appunto, che non è più necessario scrivere un .bst per ogni lingua, perché gli stili vengono adattati al volo a seconda della lingua impostata con babel.

    Rinunciare a questa flessibilità appare un controsenso, così si limita la forza di biblatex! E poi, la composizione della bibliografia con il tuo stile può giovare a qualunque bibliografia, indipendentemente dalla lingua del documento.

    A presto,
    L.

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