Carissimi, nella mailing list dei membri del GuIT è comparso un messaggio ineterssante, scritto da Lucio Crusca. Poiché l’argomento di discussione è (anche) l’Arte, lo riporto qui, con la mia risposta.
Sto imparando quel che mi serve di LaTeX e vorrei qui amichevolmente contraddire quanto scritto dal buon Pantieri (che non so se legga questa lista, ad ogni modo è in CC) su ArteLaTeX:
Leggenda: LaTeX è troppo difficile
Questa frase si è sentita dire da fisici in grado di dividere gli atomi, da matematici che sanno dimostrare la trascendenza di pi greco, da uomini d’affari che sanno leggere un foglio di bilancio, da storici che hanno compreso la politica bizantina e da linguisti che sanno decifrare la scrittura “lineare B”. La maggior parte delle persone comprende LaTeX
più o meno in venti minuti. Non è una materia “spaziale”.Bene, io sto studiando LaTeX da più di un mese, circa un paio d’ore al giorno. Sebbene abbia compreso fin dall’inizio, in meno di 20 minuti, alcune regole di base della sintassi di LaTeX, questo non è bastato per essere produttivo su LaTeX. Posso dire che ho trovato meno difficoltà nell’imparare qualsiasi altro linguaggio di programmazione, perl incluso.
Cosa potrà mai avere LaTeX di più difficile rispetto alla divisione degli atomi, alla trascendenza di pi greco, ai fogli di bilancio, alla politica bizantina, alla scrittura lineare B e al linguaggio perl?
Ci ho pensato un po’ prima di capirlo. LaTeX forse è semplicissimo, ma è illogico. O forse le varie guide per principianti, invece di spiegare la logica di LaTeX, si preoccupano di dare un sacco di nozioni da imparare a memoria senza capirne il perché. In questo modo diventa difficilissimo usare LaTeX fino a quando non si conosce a memoria un buon numero di pacchetti, relative opzioni, un po’ di macro e trucchetti vari.
Facciamo un esempio: polygon e polygon*. Qual è la differenza? Il secondo riempie il poligono. Ora parliamo di chapter e chapter*. Qual è la differenza in questo caso? Il secondo fa in modo che certe informazioni non compaiano. Impossibile trovare un nesso logico fra i due usi dell’asterisco. Come fare a ricordarselo allora? O si conosce la funzione precisa di quell’asterisco e il perché esista una forma asteriscata piuttosto che un nuovo comando (esempio perché non \filledpolygon?), oppure lo si studia a memoria.
Va da sé che le guide per principianti il perché, se esiste, non te lo spiegano, quindi i principianti si trovano ad imparare a memoria. Perché non te lo spiegano? Perché, ammettendo che una ragione esista, questa sarà talmente contorta che è meglio non spiegarla ad un principiante (immagino). Conseguenza? I principianti trovano LaTeX difficile. Spaccare un atomo è più facile? Probabilmente no, ma è più logico, quindi una volta imparato lo si ricorda senza dover necessariamente spaccare due etti di atomi al giorno per restare in allenamento.
Ovviamente il tutto IMHO. Non mi aspetto che siate d’accordo, se lo siete tanto meglio, diversamente volevo solo far sapere come si sente un principiante di fronte a LaTeX e il perché venga spontaneo dire che LaTeX è difficile. Magari qualcuno prenderà questo punto di vista come ispirazione per una nuova guida per principianti. Magari, se e quando sarò un esperto di LaTeX, una guida che parta dal perché la scriverò io…
Poiché la mailing list la leggo eccome e hai citato espressamente quel passo dell’Arte, penso che tu abbia diritto a una spiegazione.
1. Gran parte di quello che scrivi non è confutabile: scrivi che hai trovato LaTeX difficile, che non ti è bastato dedicare due ore al giorno per un mese per essere produttivo, che hai trovato più facile qualsiasi altro linguaggio di programmazione.
Questa è la tua esperienza, e nessuno può controbattere, su questo. Certo, esistono anche (per fortuna!) anche altri utenti che hanno avuto con LaTeX un’esperienza diversa, ma per te è stato così. Ed è importante. Fra l’altro, non credo che esista una definizione universalmente valida di “facile”. Fare dieci palleggi consecutivi con un pallone è facile o difficile?
2. Scrivi che LaTeX è “illogico”: il nome di alcuni comandi, osservi, non è intutivo, tocca impararli a memoria. Su questo non sono proprio d’accordo. Capire che cosa facciano comandi come \chapter o \section o \tableofcontents o \listoffigures o \today o \dots o \pagebreak (potrei andare avanti a lungo….) è immediato, il loro uso anche, ricordarli a memoria non richiede un grandissimo sforzo.
Leggermente meno immediato è capire che cosa facciano altri comandi e ambienti (magari quelli ad hoc per le tabelle), ma non è detto che servano sempre. E poi, se servono, avere sotto mano una guida di base aiuta a risolvere molti problemi…
3. Dici che “è difficilissimo usare LaTeX fino a quando non si conosce a memoria un buon numero di pacchetti, relative opzioni, un po’ di macro e trucchetti vari”. Non direi. I pacchetti servono per risolvere problemi specifici, non bisogna conoscerli tutti.
Tieni presente che in un documento “normale” servono di solito pochi comandi “standard” (\section, \tableofcontents, …), e pochissimi pacchetti (babel, inputenc e fontenc sono sufficienti per un uso minimo). A questi si aggiungeranno, di volta in volta, comandi e pacchetti specifici del proprio documento (se si scrive un articolo con molte tabelle, si useranno i comandi di booktabs, per esempio; ma se il proprio documento non contiene tabelle, booktabs non serve). Eccetera.
4. Le guide di base, dici, “si preoccupano di dare un sacco di nozioni da imparare a memoria senza capirne il perché”. Spero di no! Nell’Arte cerco sempre di motivare quello che spiego: comandi, ambienti e pacchetti non sono altro che soluzioni a specifici problemi di scrittura. Una volta focalizzati i problemi, la guida spiega come usare le relative soluzioni. La guida si rivolge a tutti gli utenti, ma non c’è nessun utente che deve affrontare contemporaneamente tutti i problemi tipografici.
5. “Una nuova guida per principianti”? E perché no? Non credo che esista (né che esisterà mai, del resto) la “guida perfetta a LaTeX”. LaTeX è un mare magnum: una guida è sempre frutto di compromessi. Comunque, se ti interessa una guida più compatta dell’Arte, c’è anche “LaTeX per l’Impaziente” (cerca sul mio sito).
6. In ogni caso, quel passo “Leggenda: LaTeX è troppo difficile” non voleva dire che LaTeX è facile (o addirittura facilissimo). Volevo semplicemente dire che LaTeX non è (poi) troppo difficile (anche se è di certo più difficile di Word, almeno all’inizio!). Visto che sto lavorando a una revisione profonda della guida, probabilmente quel passo lo ritoccherò, tenendo conto di questa tua osservazione.
A presto,
L.