Ho eliminato una marea di graffe del tutto inutili (e. in certi casi, dannose) e spazi che messi come li metti tu rendono il tutto illeggibile.
Inutili ok, ma quali erano dannose e perché?
Te lo chiedo perché non vorrei aver commesso questo “danno” in qualche altra parte dei miei documenti.
Esaminiamo una delle righe:
`{{\mat{A}}{\vet{x}}} & {{\mat{A}}^2 {\vet{x}}} & {{\mat{A}}^3 {\vet{x}}} & \bullet
& {\left( { – a_{n – 1} {\mat{A}}^{n – 1} {\vet{x}} – a_{n – 2} {\mat{A}}^{n – 2} {\vet{x}} – \dots -a_0 {\vet{x}}} \right)}`
Scrivere {\mat{A}} rende il simbolo all’interno un tutt’uno che impedisce a TeX di sistemare un eventuale esponente in modo corretto. Vero che poi occorre comunque una correzione (per il fatto che l’esponente sarebbe troppo distante dalla A diritta), ma in altri casi la cosa è davvero sbagliata; confronta
`{(a+b)}^2 \ne (a+b)^2`
Le graffe attorno a un’espressione racchiusa a sua volta tra \left e \right hanno un duplice effetto: oltre a “rialzare” un eventuale esponente, la rendono un atomo “Ord” invece che “Inner” come è quasi sempre giusto che sia. Come prima, in questo caso la differenza non si nota, ma è importante non mettere graffe dove non vanno. Né \left e \right dove non sono necessari. La riga è scritta correttamente come
`\mat{A} \vet{x} & \mat{A}^2 \vet{x} & \mat{A}^3 \vet{x} & \bullet &
(-a_{n-1} \mat{A}^{n-1} \vet{x} – a_{n-2} \mat{A}^{n-2} \vet{x} – \dots – a_0 \vet{x})`
Gli spazi in una formula sono ignorati, ma ritengo che scrivere ^{n – 1} in un esponente renda difficile riconoscerlo leggendo il .tex; poi ognuno fa come gli pare. Il “meno” che denota l’opposto va sempre attaccato al simbolo a cui si riferisce, sempre per l’idea di rendere più leggibile il codice TeX.
Un’espressione ${a+b}$ nel corpo del testo non partecipa all’aggiustamento degli spazi per la giustificazione, per esempio.
Ciao
Enrico