Re: BiBLaTeX per l’italiano: traduzione dei campi

#40646
lorenzo.pantieri
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    Io quindi direi che quello che sarebbe più utile sarebbe cominciare per gradi. Per es. da un manuale che non sia tutto basato sulla definizione di una norma, ma piuttosto sia composto da varie parti:
    1. sugli stili di citazione (al plurale) che faccia capire che cosa sono, perché sono tanti, in che ambiti disciplinari sono diffusi e quali sono i vantaggi/svantaggi che hanno i due stili fondamentali per la gestione dei riferimenti bibliografici: nel testo e fuori dal testo. Far riflettere gli dtudenti (i ricercatori di domani) sulle diverse consuetudini sviluppate nelle disciplòine screntifiche mi pare molto importante perché la ricerca e la comunicazione scientifica sono anche attività sociali.
    2. dopo l’excursus sugli stili si possono anche fornire alcune raccomandazioni su soluzioni che appaiono più logiche, o che sono più diffuse (in una certa disciplina), o che consentono di aggiungere utili elementi (come per es. le note previste dagli stili di Ivan)
    3. i software: dare indicazioni sui software come Zotero con cui crearsi il database dei riferimenti bibliografici.
    4. il testo: dimostrare l’utilità del LaTeX e quindi di biblatex per gestire facilmente la gestione dei riferimenti in un testo. Questa quarta parte potrebbe essere:
    4.1: una specie di apologia/dimostrazione dei vantaggi di LaTeX per la gestione delle bibliografie, sulla falsariga di quello che ha fatto Dario Taraborelli con il suo The Beauty of LaTeX dedicato ai font: http://nitens.org/taraborelli/latex
    4.2: una dimostrazione dei vantaggi specifici di biblatex
    5. Appendice: istruzioni generali sulle personalizzazioni più semplici degli stili di default forniti con il pacchetto biblatex.

    Però per scrivere un manuale bisogna anche capire a chi è diretto: secondo me il ricercatore non ne ha bisogno perché deve uniformarsi allo stile dell’editore; invece ne ha bisogno lo studente universitario perché non esistono regole di Ateneo e perché deve capire l’importanza di tutto il discorso, che va oltre la questione degli stili e riguarda anche le differenze tra le singole comunità scientifiche.

    Che ne dite?

    Qualche considerazione a ruota libera.

    a) Il mio articolo su biblatex, rivolto agli utenti che già conoscono BibTeX, risponde già, anche se in piccolissima parte, a queste esigenze (tolto il punto 2).

    b) La prossima versione dell’Arte non menzionerà più BibTeX, ma tratterà esclusivamente biblatex, nel capitolo sulla bibliografia, rivolto agli utenti che conoscono LaTeX, ma non necessariamente BibTeX. Il taglio sarà evidentemente un po’ diverso da quello dell’articolo.

    c) Scrivere un articolo su biblatex rivolto a chi ignora del tutto LaTeX? Dovrebbe avere un taglio ancora diverso, ovviamente. Ma avrebbe un senso parlare di biblatex a chi non conosce LaTeX? Chissà… In ogni caso, se si volesse “convertire” un umanista alle meraviglie di biblatex (e quindi di LaTeX), una possibilità potrebbe essere quella di indirizzarlo al capitolo della nuova versione dell’Arte che tratta la bibliografia. Così l’utente, oltre alla bibliografia, avrebbe a disposizione anche tutta la guida di base (che poi gli servirebbe).

    d) Un manuale che spiega come personalizzare gli stili di biblatex? Anche qui, ho qualche riserva. Un utente finale “medio” vuole usare LaTeX, non programmarlo. Quindi a un utente “medio” dobbiamo spiegare come usare uno stile, predefinito, o personalizzato (l’articolo su biblatex lo fa già; l’Arte lo farà presto). Un programmatore, d’altro canto, dovrebbe comunque studiarsi la doc. di biblatex…. Per blande esigenze di personalizzazione (mettere o togliere un maiuscoletto o una virgola) ci sono gli articoli e le guide.

    e) L’argomento “bibliografia” è intrigante assai. Leggerò tutte le pubblicazioni che vorrete fare, segnalandole eventualmente con un link nei miei lavori.

    f) Probabilmente, svilupperò (moderatamente!) i cenni che già ci sono nei miei lavori ai punti enucleati da Pierfranco: l’argomento merita. Potrei aggiungere anche un cenno a Zotero.

    g) Io mi concentrerei su biblatex: dando una mano a Lehmann per le traduzioni e sviluppando altri stili specificamente persati per gli utenti italiani. Quello di Ivan (eccellente) ha aperto la strada.

    h) Un manuale che volesse affrontare tutti i principali problemi legati alla gestione della bibliografia (con particolare riguardo alle pubblicazioni italiani) sarebbe assai utile, ma molto impegnativo da scrivere (e forse anche da leggere).

    i) Scusate il tono autocelebrativo di tutta questa mia tiritera: ho sempre considerato l’autocitazione la più miseranda della pratiche. Solo, mi sono permesso di darvi qualche indicazione, cercando di evitare ripetizioni con quello che già (bene o male) c’è.

    A presto,
    L.

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