Qualche considerazione a ruota libera.
a) Il mio articolo su biblatex, rivolto agli utenti che già conoscono BibTeX, risponde già, anche se in piccolissima parte, a queste esigenze (tolto il punto 2).
Caro Lorenzo, stiamo parlando di cose diverse.
Io parlo dell’utilità/interesse di descrivere l’intera cassetta degli attrezzi di lavoro di chi scrive nell’ambito della ricerca e ha bisogno di strumenti adeguati e di alto livello per fare citazioni. I tuoi contributi questo non lo fanno, quindi non rispondono, naturalmente senza alcun demerito, a questa esigenza. Credo che se pensi al reale, intero flusso di lavoro, dalla ricerca e l’archiviazione dei dati alla loro integrazione nel testo fino alla bibliografia finale lo riconoscerai. 😉
Inoltre parlo dell’utilità di adottare uno stile didascalico. Davvero non si può fare una Idiots guide, una guide for dummies su questi argomenti? È fatica sprecata oppure è una opportunità persa? Varrebbe la pena capirlo meglio.
Il tuo articolo su biblatex è ovviamente specialistico e utile. Ma proprio per questo non esclude un manuale che arriva per gradi a dire più o meno quelle stesse cose, adottando però un taglio più didascalico e accompagnandole con altri elementi.
Tutto dipende dal pubblico a cui ci si vuole rivolgere e dall’intento che ci si propone. Quindi l’argomento di riflessione che propongo è questo: se voglio promuovere tra neofiti l’uso di uno strumento, non è meglio se gli illustro tutto il flusso di lavoro e lo accompagno per gradi? Un articolo su biblatex descrive solo una parte dell’intero flusso di lavoro. Questo è il pregio/difetto dei tanti articoli su LaTeX. Sono molto specifici e questo è utile per chi già sa perché si concentrano su un aspetto particolare. Ma proprio per questo non rispondono all’esigenza di chi cerca testi con una prospettiva integrale che illustri l’intero flusso di lavoro e gli strumenti che questo richiede. Per i neofiti (ma in realtà non solo loro) è questa la cosa che conta. Neppure i manuali generali su latex sono la risposta a quello che dico perché anche loro si concentrano quasi al 99% sul codice e dedicano troppo poco spazio a parlare per es. degli editor e nessuno spazio a parlare del ersto del parco software che serve. Chiaro che magari non sempre uno può avere il tempo di concentrarsi su tante cose. Ma questo non significa che avere l’opportunità di incastonare un discorso specialistico in un quadro più ampio non sia utile e anzi non potrebbe finire per valorizzare la parte specialistica dandole il giusto peso all’interno di un discorso più generale.
Mi rendo conto che questo discorso può apparire OT o perlomeno fonte di equivoci perché propone di ribaltare la prospettiva corrente diffusa nel mondo dei testi sul LaTeX che sono quasi interamente concentrati sul codice. Ma mi chiedo: davvero non è interessante parlare di latex per una volta all’interno di un manuale dedicato a svelare/raccomandare l’intera cassetta di lavoro? È consentito parlare di latex solo se ci si limita a parlare di codice? Personalmente la trovo una prospettiva piuttosto rigida.
h) Un manuale che volesse affrontare tutti i principali problemi legati alla gestione della bibliografia (con particolare riguardo alle pubblicazioni italiani) sarebbe assai utile, ma molto impegnativo da scrivere (e forse anche da leggere).
Infatti non sembra esistere in Italia un manuale che parli di bibliografie e di software. Forse è perché bisognerebbe scriverlo a più mani.
pierfranco