Lascerei quindi perdere l’uso di “paragrafo”, parlando piuttosto di sezioni di primo, secondo e terzo livello, così da evitare termini di dubbio gusto come “sottoparagrafo” o, ancora peggio, “sottosottoparagrafo”. È vero che esiste “paragrafetto”, ma si rischia di confondere i lettori; e poi, che fare con il terzo livello? 😉
Per \paragraph e \subparagraph si può ricorrere a “sezione di quarto o quinto livello”, con l’avvertenza che suddivisioni così fini sono da evitare e facendo notare che si tratta anche in inglese di termini abusivi.
Molto chiaro: un \paragraph non è né un “paragrafo” (inteso come \section, “sezione di primo livello”) né un “capoverso”. Tradurre \paragraph con “sezione di quarto livello” evita confusione.
Ho qualche piccola perplessità sull’idea di tradurre \section con “sezione di primo livello”, \subsection con “sezione di secondo livello”, … evitando del tutto l’espressione “paragrafo”: si guadagnerebbe in chiarezza, certo, ma le espressioni “sezione di … livello” sono forse un po’ macchinose, e “paragrafo” è un termine molto pregnante e diffuso. Un’altra perplessità è che mi piacerebbe usare il termine “sezione” anche per parti e capitoli (che, effettivamente, sono “unità di sezionamento” del documento): tuttavia, rendere “capitolo” con “sezione di livello zero” e “parte” con “sezione di livello meno uno” è fuori discussione.
Magari potremmo propore entrambe le espressioni:
\part = parte
\chapter = capitolo
\section = sezione di primo livello (o paragrafo)
\subsection = sezione di secondo livello (o sottoparagrafo)
\subsubsection = sezione di terzo livello (o sotto-sottoparagrafo)
\paragraph = sezione di quarto livello
\subparagraph = sezione di quinto livello
Con l’avvertenza che le ultime due sezioni non si usano quasi mai. E che nessuna di essere va confusa con il “capoverso”.
Grazie mille, Enrico, sei stato risolutivo!
A presto,
L.