È vero che con Open Office Writer si riescono a produrre documenti decenti (con molti limiti per le formule matematiche), e si possono gestire anche i riferimenti incrociati. Ma quanti lo fanno? Pochissimi. Questo perché pochi sanno come farlo bene. E poi c’è il problema dell’affidabilità. Con LaTeX, invece, è tutto automatico e affidabile.
Inoltre direi che c’è una questione filosofica (passatemelo) che riguarda la nostra concezione più o meno implicita di “testo scritto” (su carta o su pdf). Chi sceglie spontaneamente LaTeX è per sua natura sensibile ad alcune finezze che solo i tipografi professionisti possono capire. Date un’occhiata alla lezione di Enrico al GuIT Meeting di Pisa. Chi ritiene che i contenuti siano indipendenti dalla forma non potrà mai capire LaTeX. C’è una sorta di rispetto verso ciò che scriviamo e che volenti o nolenti rimarrà fisicamente presente per diverso tempo. Consiglio a tutti quelli che non l’hanno ancora fatto la lettura degli Elementi dello stile tipografico di Bringhurst. Bellissimo e coinvolgente come un romanzo.
Ritengo che una tesi scritta in word valga tanto quanto una scritta in Oo piuttosto che in Abiword o Koffice o IWord (o come si chiama il word processor della Apple)
Pages, ed è un po’ più di un word processor. Lo uso spesso per brevi documenti, volantini, lettere, ecc. Esiste anche Scribus, che dovrebbe essere simile a XPress, ma gratuito. Però non l’ho mai provato.
Per il discorso abbozzato prima, non sono d’accordo. Il contenuto non è mai separato dalla forma.
Ciao
Ivan