Un’altra cosa: tempo fa, mentre stavo provando a compilare un documento scritto in UTF-8, dopo aver richiamato inputenc con l’opzione «utf8» avevo ricevuto una segnalazione in cui si suggeriva di usare invece «utf8x». Da allora non ho mai approfondito il discorso, comunque uso sempre quest’ultima forma e non ho mai avuto problemi.
A presto.
Se non ricordo male l’utf8 in inputenc è trattato diversamente dalle altre codifiche.
Sicuramente è scritto nella documentazione, quello che ricordo è che se si
usano lingue non-europee allora conviene utf8x perché definisce molti simboli,
invece se si usano solo lingue europee dovrebbe bastare il normale utf8.
Comunque io da un po’ di tempo uso il pacchetto inputenx con l’opzione utf8.
Non perché io sia veramente consapevole di quello che faccia inputenx, però non
ho mai più avuto “problemi” di scelta utf8/utf8x, e inoltre inputenx almeno usa i nomi ISO delle codifiche (es. iso-8859-1 al posto di latin1).
Non è questione di “purtroppo”; una codifica vale l’altra, purché l’editor sia impostato per quella.
Certo Enrico, questo è ovvio. Spero però di non aver confuso il nostro amico con il mio
commento personale.
Il mio “purtroppo” si riferiva al fatto che l’adozione di una codifica unica, come per esempio unicode/utf8 è, secondo me, un grande vantaggio
(un po’ come se tutti parlassimo la stessa lingua, il mondo sarebbe meno vario ma di
sicuro ci sarebbero meno problemi di comunicazione).
Notazione linguistica: “deve c’entrare”
Cavolo, ci sono cascato! 🙁 Però passami l’attenuante che oramai questo infinito è
piuttosto diffuso 😉
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Ho trovato un avvocato difensore!
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Ciao ciao.
Fra