Re: [Tesi di laurea] Domande di ordine tipografico, sparse

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2. Secondo una FAQ che ho recentemente letto (non ho il link a disposizione al momento, lo riporterò in seguito) inserire un indice analitico è spesso “un atto di presunzione del candidato”. E’ realmente così?

Perché dovrebbe esserlo? La questione è un’altra: quando ha senso inserire un indice analitico? Risposta: quando potrebbe rappresentare un utile strumento di consultazione della tesi. Per esempio, una tesi di storia dei concetti, anche se triennale, trarrebbe giovamento dalla presenza di un indice analitico. Immagino che Lorenzo facesse riferimento a tesi scientifiche, ma sono sicuro che anche in questo campo vi sono esempi analoghi. Se uno scrive una tesi di storia della logica, perché non inserire un indice analitico? Certo, se la tesi consiste nella dimostrazione di un teorema di algebra astratta un indice analitico è inutile e forse è anche difficile costruirlo 😉
Credo tuttavia che in generale l’indice analitico dovrebbe essere letto come segno di cura della tesi più che come segno di presunzione. D’altra parte io sono favorevole ad altre cose deprecate da molti, come la dedica e i ringraziamenti, anche nelle tesi triennali.

Sono tra i molti. 🙂 Posso umanamente capire che la laureanda/il laureando (in opposizione a “magistrando/magistranda” :?:) voglia mettere la dedica alla mamma o al moroso/alla morosa, ma lo sconsiglio; così come sconsiglio la paginetta finale con i ringraziamenti ad amici e parenti che stanno molto meglio nel papiro goliardico.

Credo che la soddisfazione maggiore di mamme, papà, morose, morosi e amici assortiti sia nel sapere che la laureanda/il laureando ha superato, magari brillantemente, un importante punto di passaggio nella propria vita, più che nel vedere il proprio nome scritto su un pezzo di carta. Che, fra l’altro, è l’elaborato per una prova d’esame da discutere di fronte ai propri docenti che, in quel momento, sono più importanti di mamme, papà, morosa, moroso e amici assortiti.

Questione di gerarchie; formali, se si vuole, ma importanti. Per esempio, il pacchetto frontespizio prevede il nome del candidato a sinistra e quello del relatore a destra, perché ritengo che il candidato sia quello a cui spetta il posto principale. Mamma, papà, morosa, moroso e amici assortiti non c’entrano un bel niente.

Sarei più possibilista nel caso di una laurea magistrale, ma senza esagerare. Una tesi di dottorato è una cosa completamente diversa, ovviamente.

Quanto all’indice analitico, non lo consiglierei né lo sconsiglierei. Certo, se la tesi è di una trentina di pagine, l’indice analitico mi parrebbe esagerato. Se la tesi comporta molte citazioni di testi e l’indice analitico può facilitarne la ricerca, ben venga.

Ciao
Enrico

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