Discussione interessante.
Ciò che aveva un senso fino a vent’anni fa adesso non ha più molte giustificazioni, soprattutto con un programma che è in grado di fare i calcoli da solo.
per me il problema principale è la pertinenza, sopratuto in una tesi. La mia ad esempio ha un’introduzione storica assolutamente senza pretese di essere una ricerca ultra approfondita. inoltre i ringraziamenti o l’indice non contano proprio nulla con la tesi vera e proria. a questo punto “a mano” uno non sente quante pagine sono ma aprendo l’ultima pagina un conto è leggere 56 e un altro è leggere 78…non farà molta differenza ma un terzo in più di cose aggiunte perchè a me ha fatto piacere così e, per quanto ci abbia lavorato su, non sono indispensabili al fine della tesi, a me sembra una buona motivazione per la doppia numerazione. che ne dite?
Dimostro ora la mia ignoranza. Perché si usa la doppia numerazione o almeno perché
fino a 20 anni fa era utile la doppia numerazione?
Come Dork pensavo fosse solo questione di contenuti: contenuti veri e propri
numerazione araba, contenuti “di contorno” come ringraziamenti, prefazioni, indici, ecc . . .
numerazione romana. Quindi non mi aspettavo una differenza tra “vecchia” tipografia e “nuova” tipografia.
Amo le semplificazioni e mi sarebbe piaciuto usare
un’unica numerazione, per esempio, nella mia tesi. A quanto pare quindi è una
cosa che potrebbe avere un senso.
Ciao ciao.
Fra