La numerazione unica rende possibile evitare contorsioni: c’è un’unica “pagina tre”.
Anche nella mia tesi però c’è un’unica pagina tre..che però non è la terza. (La teoria ordinaria degli insiemi, al finito, non distingue tra numerali e i cardinali ma a livello di definizione restano comunque enti diversi). Di fatto, quello di cui mi iteressa parlare inizia giustamente a pagina uno. Se tutto il resto venisse perso, l’apporto scentifico che spero di dare sarebbe invariato..con un po’ meno di colore, un po’ meno sentimento ma la “tesi” sarebbe la medesima. In questo senso ritengo che un esigenza tipografica del passato resti spunto per un’esigenza morale attuale. Io mi sentirei di “rubare pagine” inserendo venti pagine di introduzione storica, tre di ringraziamenti, tre di introduzione, due di indice..se avessi una numerazione unica avrei sicuramente fatto scelte differenti. Forse qualcuno l’avrebbe valutato meglio con meno fronzoli. Iil contenuto della tesi si sa che è mio per ilnome scritto sopra ma sono i “fronzoli” che fanno capire “chi” è l’io in questione. Per me quindi resta comunque importante che ci sia una differenziazione.