Stamattina, mentre aggiornavo la TeX Live 2009 mi sono accorto che biblatex si è auto-installato (% $Id: biblatex.sty,v 0.9 2010/02/14 15:42:33 lehman beta $): http://i814.photobucket.com/albums/zz66/lateximages/biblatexim.png.
Ho rimosso biblatex dall’albero locale e dato “texhash”. Per adesso, nessun problema.
Ciao
AntonioMe ne sono accorto anch’io. Non solo viene installato biblatex ma anche tutti gli stili della cartella biblatex/contrib, tra cui i miei stili philosophy. Non so qual è la priorità tra gli alberi. Qualcuno me lo sa spiegare? Cioè se adesso biblatex è sull’albero principale e un utente ha installato una versione nell’albero locale o in quello personale, LaTeX a quale fa riferimento?
1) Albero personale
2) Albero locale
3) Albero principale
Questo è l’ordine di preferenza. Il motivo è semplice: se qualcuno vuole installare una versione di prova di un pacchetto può metterla nell’albero personale, impedendo così che vengano lette versioni diverse negli altri alberi.
L’albero locale veniva spesso usato per aggiornamenti, quando non c’era un sistema come tlmgr; ora il suo uso principale è di mettere a disposizione di tutti gli utenti della macchina pacchetti e font che non fanno parte della distribuzione di TeX Live. Per esempio, supponiamo che uno si compri (o gli regalino :)) i font Lucida: il posto più adatto è l’albero locale dove si eseguirà l’installazione dei file secondo le indicazioni, seguita da “sudo mktexlsr” (o “sudo texhash”, ma il secondo nome è destinato a sparire). Si darà poi
`1% cp /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap-local.cfg .
2% echo “Map lucida.map” >> updmap-local.cfg
4% sudo mv updmap-local.cfg /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap-local.cfg
5% sudo tlmgr generate –localcfg /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap-local.cfg updmap
6% sudo updmap-sys`
per rendere nota la corrispondenza dei file. Qui “n%” indica il prompt della shell, i numeri servono per indicare la sequenza. Manca il numero 3 perché, se il file updmap-local.cfg non esiste ancora, si omette il primo comando e si aggiunge fra 2 e 4 il comando
`3% sudo mkdir -p /usr/local/texlive/texmf-local/web2c`
Questo rende la presenza del “Map file” indipendente dagli aggiornamenti di TeX Live 2009; basterà ricordarsi, nel passaggio a 2010, di ripetere i comandi numero 5 e 6; sempre che, per allora, Norbert non abbia escogitato il metodo per automatizzare il tutto.
Nota per gli utenti Mac OS X: TeX Live Utility non ha ancora la possibilità di gestire l’azione “generate” e quindi occorre lavorare di tlmgr dal terminale.
Ciao
Enrico