[OT]
Formule inserite con $$, sistemi definiti a mano con \left e array, l’orrido eqnarray, \nonumber. 😕Decisamente, ne abbiamo fatta di strada, insieme.
[/OT]Ma ora bando ai ricordi, vediamo di concentraci su \phantomsection. 😉
Mi associo (dall’alto dei 2743 messaggi in più :wink:) ai complimenti per i 4000! Riporto dal manuale di hyperref:
\phantomsection
This sets an anchor at this location. It works similar to \hypertarget{}{} with an automatically chosen anchor name. Often it is used in conjunction with \addcontentsline for sectionlike things (index, bibliography, preface). \addcontentsline refers to the latest previous location where an anchor is set. Example:
`\cleardoublepage
\phantomsection
\addcontentsline{toc}{chapter}{\indexname}
\printindex`
Dunque \phantomsection definisce un punto di riferimento (anchor) che però non ha un “nome” conosciuto dall’utente, ma che è memorizzato nella macro \@currentHref che contiene sempre il nome di punto di riferimento più recente. Un po’ come \@currentlabel contiene sempre la rappresentazione dell’ultimo numero generato per il sistema \label-\ref.
La macro \addcontentsline è ridefinita da hyperref in modo da generare un collegamento con il più recente punto di riferimento. Infatti \addcontentsline è emesso automaticamente da comandi come \chapter e \section, i quali definiscono anche un punto di riferimento. Quando però \addcontentsline è usato da solo, il punto di riferimento non sarà quello corretto e perciò \phantomsection viene in soccorso.
Con \pdfbookmark non c’è bisogno, confermo, perché ovviamente genera il suo proprio punto di riferimento: sarebbe assurdo che non lo facesse!
Altri comandi che usano \@currentHref sono \refstepcounter, gli ambienti per le equazioni numerate, \footnote, \caption e \cite; ma per questi non c’è bisogno di impostare punti di riferimento perché il meccanismo li genera automaticamente.
Ciao
Enrico