Re: Un bug di LaTeX nella composizione delle didascalie

#48218
OldClaudio
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    Il comportamente della classe book, ma va bene anche report o article, lamentato da Lorenzo discende da due o tre fatti storici.

    1) le classi originarie sono state scritte inizialmente per gli americani che mettono la didascalia sotto alle tabelle come anche sotto alle figure (vedi anche Introduzione).

    2) per motivi di retrocompatibilità il LaTeX3 Team si rifiuta di modificare le classi standard; si rifiuta anche di correggere gli errori plateali come quello dell’ambiente eqnarray, oltre a quello della didascalia solamente inferiore.

    3) l’array va introdotto in ambiente matematico e \[…\] introduce gli spazi mancanti; per altro l’ambiente table non viene quasi mai usato per introdurre array, quindi l’esempio di Lorenzo, correttissimo, è esoterco, nel senso che esisterebbero in quei pochi casi, quand’anche \caption funzionasse bene, degli altri sistemi, per esempio mettere l’array dentro una \makebox di larghezza pari a \textwidth, specificando il modo matematico in linea ma dichiarandovi dentro \displaystyle. sarebbe una operazione di cui ricordarsi, ma che si eseguirebbe una volta al mille (forse costringendo gli utenti a non usare array dentro table).

    4) In realtà esistono già altre classi che realizzano quello che Lorenzo vorrebbe: le quattro classi della collezione KOMAscript, scrbook, scrreprt, scrartcl, scrlttr2; sono scritte da un europeo dove le convenzioni tipografiche statunitensi vengono “corrette” per venire incontro alle nostre esigenze. C’è anche la classe memoir, che fa di tutto, anche quella di mettere la didascalia sopra alle tabelle e sotto alale figure; magari richiede qualche setting iniziale, ma quando uno ha un piccolo file con i setting che preferisce, legge sempre quello e il gioco è fatto.

    Per altro sono d’accordo con Lorenzo: è mai possibile che a 16 anni dal “defungimento” di LaTeX209, di default \caption lavori ancora come 26 anni fa?

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