Ma qui non sono in discussione le capacità tecniche od il tempo a disposizione.
Stiamo parlando di far si che LaTeX2e od un suo compagno futuro, possa essere utilizzato da sempre più persone e in un numero di settori sempre maggiore.
L’avere delle classi base “obsolete” non pregiudica tutto questo.
ogni installazione di LaTeX ha a disposizione ben piu’ di article, book e letter.
basta che gli utenti siano coscienti di queste opzioni.
se poi non sono di nostro gusto, perche’ ad esempio uno spazio e’ troppo piccolo per i nostri canoni, si prepara una classe soddisfacente dal proprio punto di vista e la si sottomette su CTAN.
se quella classe e’ valida ed utilizzata da altri entrera’ nelle distribuzioni e quindi nei computer di tutti gli utilizzatori di LaTeX in automatico, come e’ successo per le koma.
Sono invece d’accordo sulla stabilità del linguaggio. Le modifiche ad esso si pagano sempre. Quando da LaTeX 209 si è passati a LaTeX2e si è rischiato molto come ha raccontato lo stesso Frank Mittelbach, ed è comprensibile che il team non voglia più correrli (la responsabilità rende prudenti).
Del resto, l’innovazione è altrettanto indispensabile, dunque a mio avviso, la strada da percorrere è quella di puntare tutto sul salto di versione.
La stabilita’ e la retrocompatibilita’ non possono essere in discussione.
tutto deve funzionare coi documenti preparati 10 anni fa e produrre lo stesso risultato.
e’ cosi’ in ogni aspetto della programmazione, da bash a gcc, da python a perl.