La tastiera italiana è una tastiera da ufficio; serve per la corrispondenza commerciale e burocratica, non serve per eseguire lavori “seri” con il PC (Windows, Linux, Mac) perché non contiene i tasti epr inserire direttamente i caratteri necessari per la programmazione, direi con qualsiasi linguaggio, da BASIC, al C++ ai linguaggi interpretati come bash, python, java e compagnia bella.
Il vantaggio della tastiera italiana è di avere già disponibili le sei vocali minuscole accentate; in compenso quando devi mettere la graffa aperta devi contorcerti premendo AltGr, maiuscola e il tasto è: tre tasti contemporaneamente; non hai la tilde enon hai la’accento grave che funziona anche come virgoletta alta semplice aperta, due delle quali fanno la legatura della virgoletta doppia. Insomma, per me la tastiera italiana che non consente di inserire tutti i 96 caratteri ASCII stampabili toccando un solo tasto, al massimo due se l’altro tasto è quello delle maiuscole, è una cosa non usabile. Naturalmente altri potrebbero obbiettare che le lettere minuscole accentate sono più utili della tilde. Può darsi, ma non quando componi con LaTeX, sempre secondo me.
Ora sul tuo Mac e per tutti coloro che dispongono di un Mac, puoi cliccare sulla bandierina italiana che compare nella barra superiore e aprire i keyboard viewer (meglio della Character Map) e ti appare una immagine della tastiera con i segni che cambiano se premi qualche tasto di controllo: maiuscole, ctrl, alt o mela; se, per esempio premi alt ti appare un disegno della tastiera dove alcuni tasti sono marroncini: sono i tasti morti, che contengono sostanzialmente solo gli accenti e gli altri segni diacritici da combinare con le lettere normali. se clicchi col mouse su uno di questi tasti morti il disegno della tastiera cambia e ti appaiono tutte le lettere che possono ricevere quel tale diacritico. Di conseguenza riesci a mettere qualunque diacritico sopra o sotto qualunque lettera che lo accetti. Non è eccessivamente laborioso e dopo un po’ riesci a ricordare le combinazioni di tasti da usare senza bisogno di aprire il Keyboard viewer.
Il problema, per esempio dell’ È si risolve semplicemente cliccando sul tasto morto dell’accento grave e poi sul tasto della e maiuscola. Siccome io ho una tastiera USA non ti so dire esattamente che tasti devi premere (potrei, ma dovrei installarmi il driver per la tastiera italiana del Mac, cercare la combinazione di tasti e scriverli qui e poi disinstallare quel driver che talvolta interferisce con le mie impostazioni di default).
Chi ha una macchina Linux ha già la possibilità di configurarsi gli shortcut della tastiera come meglio crede.
Chi ha una macchina Windows deve arrangiarsi con l’applicativo Charcter map, che la maggior parte degli utenti dei SO Windows non sa dove cercare (Avvio|Programmi|Accessori|Mappa dei caratteri) e poi trova complicato usare. Oppure deve scaricarsi ed installarsi quanto suggerito da Marco87 per personalizzarsi la tastiera, cosa che probabilmente non è alla portata della maggior parte degli utenti Windows. Non è che questi siano meno svegli degli utenti degli altri sistemi; semplicemente si adagiano di più su quanto messo a disposizione del SO e sembrano meno propensi a esplorare le possibilità “avanzate” offerte dal loro SO. Quando ero in servizio scoprivo che i iei studenti della facoltà di ingegneria dell’informazione (elettronica, informatica, telecom, eccetera) non sapevano nemmeno che esistesse la finestra comandi e meno che mai sapevano usare i semplici comandi da linea di comando che quella finestra consente. Avendogliela mostrata e avendogli insegnato ad usarla (30 secondi netti) la usavano poi sempre e si domandavano come avessero fatto per anni a ignorarne l’esistenza e l’uso.
Resta il fatto che la tastiera italiana va bene solo per gli uffici. Ho avuto occasione di usare la tastiera francese, inglese, USA (che uso sempre), svizzera, tedesca, turca, svedese; non ne ho trovata una che fosse handicappata come quella italiana; con tutte i 96 caratteri ASCII sono sempre scrivibili direttamente. TeX con Knuth è nato per usare i 96 caratteri ASCII; poi oggi siamo tutti portati ad usare codifiche strane, come la utf8, difficili da usare con la tastiera italiana, propendo anche a dire che è decisamente inutile se non si deve scrivere con alfabeti strani come quello ucraino o il lineare B, per non parlare del coreano. penso che i vantaggi dell’utf8 per noi europei occidentali siano minimi, anche se consentono di superare lo scoglio delle codifiche particolari che variano da macchina a macchina. Tuttavia resta sempre il fatto che con la tastiera italiana si hanno problemi anche con i comuni caratteri ASCII presenti nella prima mezza pagina della codifica UNICODE e presenti in tutte le altre codepage e codifiche di tutti i driver di tutti i sistemi operativi.
Ecco quindi la mia arringa contro la tastiera italiana 😀