Dissuasivo sì e no; mi spiego meglio.
Non trovo particolarmente efficiente scrivere direttamente in plain TeX; seguire quella strada significa scriversi dei pacchetti di macro come quelle che Kuth si è scritto per comporre il TeXbook.
è invece più interessante, secondo me, ma ovviamente non sei obbligato a condividere, conoscere il linguaggio “misterioso” che c’è sotto, che sia il set di comandi primitivi (non frutto di macro, ma quelli definitivi che pdftex non interpeta ma esegue), oppure le macro di plain.tex oppure le macro di questo o quel pacchetto LaTeX incluso il suo kernel (la parte “fissa”) è utilissimo e ti permette di fare tutte quelle cose in modo relativamente semplice, scrivendoti delle macro LaTeX compatibili (nomi unici, argomenti, robustezza, ecc.) che usino appunto quei comandi “misteriosi”, ma che vengano usati come macro e la misteriosità del contenuto sia nascosta dietro al nome del comando, cosicché quando scrivi non sei distratto dalla programmazione, ma ti concentri sul testo.
Per tuo divertimento, se non l’ahi già fatto, scaricati tutto il malloppo dell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; tutto il malloppo vuol dire anche i file sorgente e i file inclusi. Ci troverai nel file MacroGuida.sty moltissimi esempi di programmazione con comandi base, per esempio la definzione di \capolettara o la definizione di \medaglione o quella di \sintassi, o quella di \XeTeX (che non ho scaricato dalla rete, ma ho scritto da zero), eccetera. sono tutte cose scritte in quel mistrioso linguaggio che stai apprezzando con A gentle introduction e con TeX for the impatient (libri che ho letto e usato circa 20 anni fa, ma che ora non mi servono più tanto, ma mi servo in continuazione del TeXbook, Di questo ho diverse copie nei vari luoghi dove lavoro, cosicché dovunque io sia mi basta allungare la mano per prenderlo). Così ci sono diversi altri comandi con i quali posso comporre le tabelle dei font, per esempio, con un solo comando, ma l’insieme di macro è lungo alcune pagine, e sono tutte scritte quasi completamente in linguaggio base.
Dunque ti esorto a imparare bene il linguaggio base, ma ti vorrei dissuadere dall’usare un markup a livello troppo basso (plain.tex, per esempio) per comporre davvero i tuoi documenti. Piuttosto usa ConTeXt; se poi usi ConTeXt-mk-iv hai anche la possibilità di programmare alcune cose con lo scriting language Lua, e a quel punto ti ritrovi ad essere padrone di un linguaggio che scende fino al livello base, ma ti offre tutte le possibilità di restare ad un markup elevato per lasciare i tuoi documenti leggibili anche nel sorgente. Segui i consigli e leggi gli articoli, fra gli altri, di Luigi Scarso e vedrai che ConTeXt è in realtà quello che cerchi