Ciao, magari ti può servire:
io ho copiato layaureo.sty in utente\libreria\Texmf\tex\latex
Se texmf non esiste, creala.Francesco
Grazie. In effetti funziona.
Un’informazione: utilizzando una stampante laser noto una piccola differenza rispetto alle stampe normali (intendo quelle di docs creati con Word o Openoffice) nel senso che sembrano meno marcate.
LaTeX influisce sui caratteri e quindi sulle stampe ?
Si, potrebbe essere.
Voglio dire che usando lo stesso font TrueType / Type1
con gli stessi punti (occhio: il punto di TeX è 1pt = 1/72.27 in, il punto di openOffice è 1bp = 1/72 in quindi bisogna essere sicuri di usare effettivamente la stessa dimensione)
è possibile che in certi punti il testo del pdf fatto da pdflatex presenti dei caratteri leggermenti distorti in larghezza (ridotti o aumentati) per favorire
una uniformità di riempimento riga.
Questo è la cosidetta “micro-typographic extension” al TeX originale descritta da H. The Thanh nella sua tesi
http://www.pragma-ade.com/pdftex/thesis.pdf
ma non è il comportamento di default, bisogna attivarlo.
Inoltre pdftex ha delle macro per trasformare (ruotare, ingrandire etc)
un qualsiasi oggetto e quindi in teoria è possibile scrivere delle macro che modifichino i singoli caratteri all’interno di un testo
oppure scalino una scatola intera di testo — in un certo senso intervenendo ancora sul carattere a tua insaputa.
Ma in generale anche cose sono documentate nel packages
delle macro (o dovrebbero) e non è il comportamento di default,
Inoltre si tratta sempre e solo di trasformazioni geometriche descritte nelle specifiche del pdf:
pdftex non è in grado di modificare alcun parametro dei fonts.
Ovviamente è sempre possible in scrivere in tex
un fonteditor per fonts truetype — ma non è precisamente semplice.
Quindi è probabile che i tuoi test usino proprio il font
senza alcuna modifica di cui sopra (il font “originale”).
Ora, quando si specifica un font di una certa dimensione,
dentro il pdf alla fine verrà scritto un certo numero
che dipende da come pdftex esegue i suoi calcoli ovvero dalla
precisione della sua aritmetica e da come sceglie di scrivere il risultato
e su questo si hanno pochi controlli, perché avviene ad un “livello basso”
non controllabile dall’utente.
Siccome alla fine è questo il numero visto dal driver di stampa,
è possibile che vi siano differenze tra due pdf fatti da pdflatex ed OpenOffice pur avendo specificato “ad alto livello” lo stesso font e punto;
per esperienza però queste differenze sono trascurabili.
A questo punto noi non possiamo essere sicuri che altri programmi
(tipo Write di OpenOffice ad esempio, ma anche Indesign) non usino,
in modo consapevole o meno,
le stesse
tecniche di cui sopra per comporre il testo: per questo il confronto diventa problematico, e se ne esce solo analizzando i pdf dal di dentro
(ovvero, nella forma più cruda, aprendo con un editor la versione non compressa dei documento e confrontandoli).
Per inciso, questa è una consequenza dei fonts vettoriali (ed in generale di tutti i formati vettoriali): con i fonts bitmap non hai questo problema, perchè la rasterizzazione è già incorporata nel pdf.
Si nota molto nei dispositivi a bassa risoluzione ad esempio
negli schermi lcd dei netbook ed è per questo motivo
che è meglio progettare un font per lo schermo, come verdana
http://it.wikipedia.org/wiki/Verdana
Purtroppo non mi pare che i cmr e la loro versione opentype
siano così brillanti in questi schermi lcd — c’e da sperare che la risoluzione aumenti ed anche il programma di antialiasing,
ma sono cose che consumano energia e quindi,,,,