Supponiamo che l’interpretazione giusta sia quella di numerare tutte le equazioni, tutte le figure, tutte le tabelle, ognuna con un suo numero etichettato in modo particolare.
Allora LaTeX di suo etichetta la didascalia di una figura composta nell’ambiente figure con Figura 3.4, (per la terza figura del capitolo 3); etichetta la didascalia di ogni tabella con Tabella 4.2, etichetta ogni equazione con (2,12) mettendo questa etichetta allineata a destra e in linea con l’asse matematico dell’espressione matematica; le equazioni sono etichettate dentro tutti gli ambienti senza asterisco definiti da amsmath.
Le figure e le tabelle devono avere una didascalia oltre alla etichetta; le equazioni no.
Detto questo non vedo quale sia il problema se il relatore/relatrice vuole tutto numerato; LaTeX numera tutto, a meno che espressamente non glielo si vieti.
Invece voglio aggiungere che è pericolosissimo usare LaTeXit per generare una figura con la formula; questo potrebbe andare bene per scrivere un documento html, visto che in questo linguaggio non si possono comporre equazioni.
Perché non bisogna usare questo metodo per poi inserire la figura composta con \includegraphics? Perché se si usa l’opzione
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\includegraphics[width=0.45\textwidth]{2.08}
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lo scalamento della formula potrebbe renderla più grande o più piccola della sua grandezza naturale e quindi stonerebbe con il copro dei caratteri del testo che precede e che segue. Alla fin fine, anche se LaTeXit sembra più facile da usare grazie alla sua interfaccia grafica interattiva, di fatto fa perdere un mucchio di tempo e si fa prima a comporre la formula direttamente in linguaggio LaTeX dentro il documento che si sta componendo; Per altro LaTeXit, se non ricordo male, consente di copiare direttamente il codice LaTeX, quindi la sua comodità risulterebbe nell’interfaccia grafica interattive che permetterebbe di esseri sicure che il codice è corretto perché viene mostrata sullo schermo la figura corretta. D’accordo; però si consuma sempre più tempo che non a scrivere la formula direttamente nel file sorgente del documento che si sta componendo.
Ora, come dici tu, ognuno è padrone di usare gli strumenti che vuole e credo che nessuno di noi sia indenne da procedure poco efficienti, ma alle quali siamo abituati da un mucchio di tempo, io da una trentina di anni. Però chiunque si rende conto che le zanzare non si abbattono con le cannonate; il metodo più lineare e semplice è di solito quello che porta al risultato con il minimo di fatica.
Parla con il/la tuo/a relatore/relatrice; cerca di capire bene che cosa vuol dire quando richiede le formule numerate a destra; probabilmente vuol dire quello che LaTeX fa da solo. Se non fosse così, o ce lo fai sapere, oppure gli/le fai sapere che nei libri tecnico scientifici e/o di matematica si fa così come fa LaTeX; mostragliene uno qualsiasi.