Re: Ancora sulle tabelle…

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Io pensavo a questo, che non richiede né di girare il foglio né di torcere il collo.

Anche se in algebra lineare si può operare con le trasposte,
non vale in tipografia: una tabella ha una precisa struttura di righe e colonne
e la sua trasposta il più delle volte non è equivalente rispetto allo scopo della tabella, ovvero sintetizzare informazioni.
Certo, a volte è meglio oppure identica all’originale;
se è meglio vuol dire che l’autore non ha capito qualcosa dei suoi dati.
Ripeto: una tabella troppo lunga è una tabella fatta male.
Se trasponendola viene bene vuol dire, appunto, che l’originale era fatta male.
La tabulazione di dati è un’altra cosa, come anche il typesetting di cataloghi.

PS
Al solito chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Vero che non sempre una tabella può essere trasposta mantenendone l’efficacia. In questo caso però non vedo gravi problemi; anzi, forse come dici tu, il fatto che nella versione “larga” venisse troppo ampia, sta a significare che è più informativa così. Uno si fa già un’idea del voto sentendo l’esposizione o leggendo il tema; a quel punto va a guardare se l’idea è coerente con le griglie accettate, guardando in linea di massima anche la riga sopra e quella sotto.

Mi pare da 5, vediamo. Conoscenza degli argomenti: incompleta; ci siamo. Capacità di analisi: c’erano incoerenze, siamo nella riga sopra. Chiarezza e correttezza: non omogenee. Bene, 4 e mezzo.

Ciao
Enrico

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