Re: Ancora sulle tabelle…

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Uno si fa già un’idea del voto sentendo l’esposizione o leggendo il tema; a quel punto va a guardare se l’idea è coerente con le griglie accettate, guardando in linea di massima anche la riga sopra e quella sotto.

Esatto: il punto fondamentale è che in Occidente abbiamo un senso preciso di lettura: le righe del testo vanno dall’alto al basso, una riga da sinistra a destra e nelle tabelle cerchiamo prima le righe e poi le leggiamo nel senso delle colonne; letta una riga eventualmente la correliamo con qualche riga vicina e dopo basta, per il momento la tabella ha esaurito il suo scopo. Quindi se si spezza la tabella si rende difficile la correlazione, mentre se traspone si rischia che il lettore storca il collo o giri il foglio. Insomma fare una tabelle non è facile, a volte meglio una lista (e comunque poi si fa quel che si deve).

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