Correggimi se sbaglio. Le stampe “landscape” sono meno leggibili di quelli “portrait”: l’occhio fatica a seguire una riga troppo lunga.
Si, è vero. Io sono più drastico: l’ A4 è sbagliato, il formato giusto è
quello dello springer graduate e undergraduate (i libri gialli per intenderci).
Addirittura un mio catalogo (ovvero una serie infinita di tabelle spezzate,
tutte con filetti) viene moooolto meglio se scalato (neanche reimpaginato) su un formato di carta simile a quello della springer che non rispetto a l’A4 (sull’A5 è un orrore) — ma ovviamente costa di più rispetto all’A4 ed all’A5 (per la stampa digitale dove SRA3 è il foglio di base).
Il problema è, come ha mostrato Eco nel libro “Vertigine della lista”,
da sempre l’uomo fa “liste” e le fa ovunque: nelle costruzioni, nei quadri,
negli utensili (la tastiera è una “lista” di tasti), negli algoritmi, quando scrive: un libro è una lista di capitoli che a sua volta… .
Liste, tabulati, tabelle sono nel DNA umano: le cerchiamo, le facciamo
e si sentiamo a nostro agio quando sono ben fatte — e lo sappiamo in modo instintivo quando lo sono.Questo è il dramma della tabella:
“sentiamo” che non va, non sappiamo bene come porre rimedio.
OK, abbondantemente OT, io lascio qui.