hai provato col percorso relativo invece che assoluto? magari direttamente dalla cartella col file.
Ho provato e ora funziona. Con la MacTeX 2009, però, funzionava anche il percorso assoluto. Come minimo, Tommaso e io dovremmo aggiungere questa precisazione nella revisione dell’Arte di ottobre.
La mia spiegazione di ieri forse è stata troppo frettolosa. Vediamo di ampliare.
Una delle novità di TeX Live 2010 è la “restricted shell escape” (uscita ristretta verso la linea di comando) che per esempio permette di usare il pacchetto epstopdf per convertire automaticamente gli EPS in PDF quando li si vuole inserire con \includegraphics. È “ristretta” perché solo pochi programmi esterni possono essere fatti andare durante una compilazione TeX: bibtex, bibtex8, kpsewhich, makeindex e repstopdf. Quest’ultimo è proprio quello che serve per la conversione degli EPS in PDF.
La funzionalità era stata prevista per la 2009, ma problemi dell’ultimo momento legati alla sicurezza l’hanno rinviata. Qual è il problema fondamentale? I programmi abilitati scrivono su nuovi file e permettere di scrivere in luoghi arbitrari può essere un problema molto serio: ti inviano un file da compilare che scrive qualcosa in /tmp, l’attaccante aspetta che tu lo faccia e usa il file per scopi facilmente intuibili. Non che sia facile, ma il rischio c’è. Perciò i programmi abilitati possono solo scrivere in cartelle sottostanti quella di lavoro, con percorsi che devono essere relativi. Quindi
`cd ~/miacartella
makeindex pippo`
funziona se il file pippo.idx sta in “miacartella”, ma
`cd ~/miacartella
makeindex /Users/Pippo/miacartella/pippo`
non funziona, anche se il file su cui dovrebbe agire makeindex è lo stesso. Se si lancia makeindex tramite il menù di TeXShop o di qualsiasi altro front-end (TeXworks o Aquamacs in Mac OS X, analoghi su altri sistemi operativi) non ci sono problemi, perché i processi vengono lanciati su file dati con percorso relativo.
Può essere seccante, ma è il prezzo da pagare alla sicurezza. Direi che non è un vero problema.
Quanto a imakeidx, ne ignoravo l’esistenza. 😳 Spero che riusciremo a trovare il tempo per provarlo e per consigliarlo nella nuova Arte, al posto di makeidx.
Come puoi vedere dalla documentazione, non solo compila automaticamente l’indice analitico (funzione che si può anche disabilitare, volendo), ma gestisce indici multipli e anche con numeri di colonne diversi l’uno dall’altro.
Non l’ho provato con ClassicThesis, se devo dire la verità, ma penso che funzioni. Il caso semplice è di un solo indice a due colonne, supponiamo con stile di indice classic.ist:
`\usepackage{imakeidx}
\makeindex[options=-s classic]`
Ciao
Enrico