Non c’è nulla da capire: pdflates accetta i comandi microtipografici definiti nel pacchetto microtype; pdflatex, inoltre, per un documento da leggere a schermo consente tutte le diavoleria del formatoo pdf, come le annotazione, i link interni ed esterni, il riuso di immagini, eccetera.
Latex, se chiami il pacchetto microtype può fare solo la protrusione delle grazie e di alcuni segni di interpunzione.
Per una buona tipografia bisognerebbe quindi usare sempre e soltanto pdflatex.
Detto questo, pdflatex nativo non accettava (fino alla distribuzione TeXLive 2009) altro che i formati di immagine pdf, ng, ipg e mps; il primo e l’ultimo sono vettoriali i due intermedi no.
Non accetava i formati postscript, nemmeno l’encapsulated postscript (eps); allora era necessario convertirli tutti e smarginarli tutti, su uno disponeva solo di file in formato eps.
Però dall’anno scorso erano disponibili diversi pacchetti per far fare questo lavoro al volo al programma stesso pdflatex; questo doveva essere abilitato allo shell-escape o write18 che dir si voglia. Da qualche anno il compilatore pdflatex è capace di eseguire lo shell-escape; però in prmia instalazione non sempre questa possibilità era abilitata; bisognava configurare l’editor in mdo che quando si cliccava sul pulsante pdflatex, questo mandasse al sistema l’ordine di eseguire pdflatex con l’opzione abilitante lo shell-escape (–shell-escape con le distribuzioni TeXLive, -enable-write18 con MiKTeX). Inoltre era necessario caricare il pacchetto epstopdfconversion.sty La cui documentazione puoi consultare con il comando:
texdoc epstopdfconversion
Questo implica che se vuoi importare in pdflatex una figura eps devi caricare quel pacchetto e importare la figura specificando l’estensione eps:
`
\documentclass{…}
…
\usepackage{graphicx}
\usepackage{epstopdfconversion}
…
\begin{document}
…
\begin{figure}\centering
\includaphics[width=0.7\textwidth]{figure.eps}
\caption{…}\lael{…}
\end{figure}
…
\end{document}
`