Re: \normalsize\@xipt{13.6}%

#50524
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Grazie per il benvenuto, e ringrazio il prof. Gregorio (che ho riconosciuto essere l’autore
dell’utile pacchetto “frontespizio”, e di altre guide) per l’interessamento.

Rispondo alle vostre contro-domande.
Sono intento a migliorare, un po’ alla volta, quando ho tempo, l’aspetto grafico di un documento abbastanza corposo. 😀

In sostanza, vorrei provare proprio come viene con un carattere 10.5pt.

Inizialmente avevo pensato a

\usepackage{type1cm}
\renewcommand{\normalsize}{\fontsize{10.5pt}{12.5pt}\selectfont}

ma non mi piace il fatto che Latex mantiene per i titoli dei capitoli,
delle sezioni, sottosezioni, e relative spaziature, delle note a
margine, etc., le impostazioni della
compilazione precedente (ossia di 10pt o 11pt, a seconda).
Quindi avevo pensato di fare la prova a modificare un file .clo
per creare un 10_5size.clo e vedere cosa esce fuori, e poi confrontare l’output con
un output size 10 ed un size 11, e, assieme ad altre modifiche
fatte, vedere un po’ come viene, dato che sto cercando di eguagliare graficamente
alcune pubblicazioni in pdf fatte con software commerciale.
Dite che non mi conviene proprio??

p.s. I fonts che ho usato sono bitstream-charter
per i caratteri serif (a mio avviso
uno dei pochi, tra quelli che incorporano caratteri matematici,
di aspetto abbastanza moderno e professionale), e
libertine per i sans, compresi i titoli dei capitoli, (sotto)sezioni,
indici dei capitoli.

Ah,vorrei chiedere un’altra cosa, al volo: ho notato che se uso testo giustificato
(default) mi va a capo molto ma veramente molto raramente (anche rispetto a quanto fa altro software
commerciale). Se invece non giustifico, ma allineo con \RaggedRight (package ragged2e)
va a capo che è una bellezza. E’ normale? E’ una cosa dipendente dal set di caratteri?

È ovviamente possibile costruirsi una nuova “.clo” partendo da size10.clo (o bk10.clo, per la classe book) e si dà \input{size10_5.clo} dopo aver caricato la classe.

È lì che sono definiti tutti i parametri per l’impaginazione e le varie scelte delle spaziature. Lavoro noioso, ma necessario. Occorre sapere che \@xpt sta per “10pt” e che nei due argomenti di \fontsize o \@setfontsize si può anche usare un numero assoluto (che implica l’unità di misura pt). Quindi
`\@setfontsize\normalsize\@xpt\@xiipt`
equivale a
`\@setfontsize\normalsize{10}{12}`
L’abilità di TeX nell’evitare sillabazioni è nota: adopera un interessantissimo algoritmo di divisione dei capoversi in righe che considera il capoverso tutto insieme, cercando di minimizzare la quantità di “demeriti” che tiene conto di quanto una riga dev’essere allargata agendo sugli spazi tra parole (o compressa), della compatibilità visuale tra righe successive (una riga “tight” e una “loose” sono visualmente incompatibili e danno parecchi demeriti), del numero di cesure necessarie.

In genere si deve evitare di sillabare il testo composto a bandiera (raggedright); il pacchetto ragged2e viene in aiuto nei casi di colonne strette, dove si deve scendere a compromessi.

Ciao
Enrico

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