Proprio in questi giorni riflettevo sulle capacità degli editor per TeX & C.
Con il rischio che ci si complichi la vita, io desidererei un editor in stile IDE (integrated Development environment), dove tutte le funzioni del linguaggio sono mappate.
Questo significa che durante la digitazione dei comandi, ne viene proposta la sintassi, ed una descrizione degli argomenti.
In questo modo, se in un sorgente LaTeX comincio a digitare \usep, l’editor mi propone l’elenco alfabetico dei pacchetti installati, con un breve testo esplicativo, le opzioni possibili, ecc ecc.
Se comincio a scrivere \mak, appaiono i comandi che iniziano con quelle tre lettere, non solo appartenenti al nucleo di LaTeX, ma anche ai pacchetti caricati nel preambolo.
Tutto questo è possibile solo se gli Autori dei pacchetti ne descrivano le componenti con speciali metatag con succede in Java od in altri linguaggi di programmazione.
Sul fatto che l’editor ideale non esista, comincio a pensare che in realtà un editor del genere è molto difficile da realizzare. Il prolificare di tanti programmi e plug-in mi sembra sia un incapacità piuttosto che una specializzazione degli strumenti.
Per esempio, l’editor chiamiamolo perfetto, potrebbe essere impostato secondo diverse modalità operative, una per la redazione della bozza, una per la revisione finale, analizzando scientificamente le operazioni che gli utenti svolgono durante il processo.
Una tesi questa alla “rovescia”, anzi un argomento che potrebbe diventare oggetto stesso di tesi :-)) . Con la potenza di calcolo dei processori odierni (e futuri) non escludo che un editor possa esaminare statisticamente il lavoro di un particolare utente (magari attraverso un database sul web in modo da svincolare l’utente verso una singola macchina di lavoro), e fornirgli un ambiente super-accessoriato.
Insomma, la potenza di un “editor perfetto” è a mio avviso raggiungibile nonostante il numero dei diversi editor oggi esistenti per LaTeX, numerosità che si trova anche nell’ambito dei linguaggi di programmazione.
Ciao.
Ps. Non scarterei così presto TeXWorks, le sue capacità di ricerca diretta ed inversa sono perfette per le operazioni di revisione finale del documento, e neanche il piccolo grande SciTE, dotato di selezione del testo rettangolare (recentemente questa cosa è stata aggiunta niente po po di meno che a Visual Studio, un IDE che è uno dei principali motivi del successo di Microsoft), della possibilità di impartire comandi di console, delle regular expression, della possibilità di scriversi macro in Lua, … (luaTeX deriva proprio da un esperimento che emulava l’idea del connubio SciTE+Lua)
Ps: accidenti, non mi ricordo più cosa volevo aggiungere, :-*