Caro Ivan,
Avrei alcune richieste riguardo al tuo ottimo stile, nella sua resa inglese.
Poterle avere come opzioni (o di default, in alcuni casi) nelle future edizioni sarebbe perfetto, ma intanto chiedo se siano modifiche fattibili con dei comandi, per un uso immediato.1) “ed.” o “eds.” invece di “ed. by”. (Ho visto che è già stato suggerito più sopra)
Richiesta accettata. Sarà corretto nella prossima versione.
Sarebbe possibile nel frattempo avere un comando da mettere nel preambolo?
2) “edn” invece che “ed.”, per l’edizione.
Il file di localizzazione per la lingua inglese usa di default “ed.” per l’edizione. Credo che sia corretto così. In ogni caso andrebbe fatta la segnalazione a Lehmann. Sei sicuro ceh l’abbreviazione corretta in inglese si “edn.”? I manuali di stile che dicono? Aspettiamo…
L’uso più frequente è “ed.” come abbreviazione di editor o edited by, mentre “edn.” (con il punto, o senza in quanto contrazione e non abbreviazione) per edition.
Così riportano anche i manuali di stile di Oxford e Harvard. Mentre ho visto anche “ed.” per edition in pubblicazioni della Chicago University Press, ma non ho verificato il relativo manuale. Sarebbe comunque un’eccezione all’uso più comune.
3) Quando si cita una voce di una collection, adesso compare: “in Titolo collection, ed. by Editor, …”. Vorrei invece: “in Editor (ed./eds.), Titolo collection, …”.
È l’effetto (in parte) voluto. Quando una @collection compare come voce autonoma accade quello che chiedi tu. Se invece viene richiamata all’interno di una @incollection, il curatore segue il titolo della @collection. Tempo fa avevo pensato anch’io a questa possibilità. Non ricordo bene, ma mi pare che ci fossero problemi facendo nell’altro modo. Credo che sia la scelta giusta, tuttavia. Si usa la forma “Pinco Pallino (a cura di), …” solo per motivi di ordinamento bibliografico. Altrimenti mancherebbe l’autore e la bibliografia risulterebbe meno uniforme. In una voce @incollection non ha alcun senso usare tale forma per il curatore della @collection.
Avere il curatore prima del titolo mi pare sia la forma più usata (ad esempio Oxford, ma fa così anche Il Mulino, in Italia).
Il senso, secondo me, è lo stesso di quello che porta ad utilizzare la forma di citazione bibliografica autore-anno. L’elemento più importante come riferimento ad un’opera è l’autore, non il titolo. Allo stesso modo, ci si riferisce ad una collection con il nome del curatore, non con il titolo (inoltre, il titolo della collection è ancora meno significativo che il titolo di un normale libro).
Con la sequenza: Autore, Titolo contributo, in Titolo volume, curato da Curatore; il nome del curatore posizionato in fondo ha poco risalto, dovendo passare con lo sguardo attraverso un titolo di volume solitamente poco utile; inoltre avere i corsivi dei due titoli vicini riduce a mio parere la chiarezza.
4) Luogo ed editore tra parentesi. Titolo (Address: Publisher).
Non è previsto dagli stili. Vedo se si può facilmente implementare. Sarebbe un’opzione in più, che male non fa. Anche se tale forma non è diffusa in Italia.
E’ poco usata, è vero. L’ho vista principalmente usata dalla OUP e nel suo manuale di stile.
5) Volume e numero del tipo: 25 (1)
Una vecchia versione era così, mentre ora non mi pare ci sia nelle opzioni disponibili.Hai provato l’opzione volnumparens?
volnumparens mette in parentesi entrambi gli elementi, mentre io mi riferivo solo al numero e non al volume.
6) Numeri di pagina senza “pp.” e separati da quello che li precede con i due punti.
Non previsto dagli stili. Non è impossibile ma vanno ridefinite alcune macro.
Nell’uso inglese solitamente l’abbreviazione viene omessa (sia in bibliografia che nelle citazioni), tranne che per le pagine in numeri romani. Ma si tratta davvero di una cosa insignificante. 🙂
Grazie e ciao.
Luigi