Re: Utilizzando comandi di base, il testo sborda [codice inside]

#52746
OldClaudio
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    Certo, il problema dello sbordamento è che anche diminuendo le penalità e i demeriti per particolarità compositive che sarebbe meglio evitare, ma che non sono tremendamente brutte, le colonne strette non perdonano.

    Se usassi il 12pt le cose probabilmente andrebbero ancora peggio.
    Tuttavia ti rendi conto che la divisione in sillabe viene fatta per sillabe “discrete”, oggetti tutti di dimensioni finite e non variabili con continuità, nonostante al presenza del pacchetto microtype, il quale però non allarga o restringe i font più di tanto, perché il suo effetto deve essere visivamente trascurabile.

    Non ti resta che l’extrema ratio di usare l’ambiente sloppypar nel quale rachiudere il capoverso che gira attorno allo spazio riservato alla figura o all’inserto.
    `
    \begin{sloppypar}\tolerance=9999
    capoverso che gira attorno all'inserto
    \end{sloppypar}
    `

    Questo ambiente sparato a caso è un distruttore e non andrebbe mai usato, ma: a mali estremi, estremi rimedi.

    La specificazione \tolerance=9999 serve per mitigare l’effetto distruttivo dell’ambiente; la tolleranza alla bruttezza della composizione è stabilito nel massimo numero che TeX non considera infinito; per TeX 10000 sarebbe infinito.

    Puoi anche specificare:
    `
    \lefhyphenmin=1\relax
    \righthyphenmin=1\relax
    `
    insieme ad un valore di \tolerance minore di 9999 (per esempio 5000); forse funziona anche senza sloppypar, ma racchiudendo tutto dentro a un gruppo per non propagare queste modifiche al resto del testo. Quei due \…hyphenmin permettono di avere sillabe iniziali e finali di una sola lettera, che in italiano è considerato molto brutto, ma aumenti la possibilità di ulteriori cesure. La bruttezza di sloppypar viene sostituita dalla bruttezza della sillabazione.

    Se vuoi migliorare le cose senza usare sloppypar devi lavorare di fantasia per modificare un pochino il capoverso usando dei sinonimi al posto elle parole usate ora; oppure spostando un inciso in un altro punto semanticamente logico, oppure invertendo la posizione di due parole. L’italiano, per fortuna non è così posizionale come l’inglese o altre lingue.

    Insomma non pretendere che LaTeX faccia l’impossibile o che componga così male da rendere difficile la lettura come appare su certi quotidiani dove lo spazio interparola viene ridotto talmente che sembra di leggere la scrittura continua degli antichi romani (evidentemente facendo una fatica enorme nella lettura)

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