Re: Simoncini e dintorni

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Non riesco a trovare il nome del Garamond Premier
secondo lo schema Berry. Inoltre la versione della Adobe Map
che trovo in rete è molto vecchia. Esiste questa denominazione
o devo crearmela io file per file ? Infatti. se non sbaglio,
pad è il nome del vecchio classico Garamond di Adobe
e non di Garmond Premier…

Ho l’impressione che Garamond Premier sia semplicemente una riedizione ampliata di Adobe Garamond. Tuttavia lo schema Berry non è un obbligo di legge. Quando crei i tfm e i vf per mezzo di fontinst, quello che conta è che il nome dei file afm sia

8a.afm

dove sono le classificazioni di Berry (r, b, ri, bi per tondo, nero, corsivo e nero corsivo, che sono le principali). Il è del tutto arbitrario. Lo schema serve per garantire, quando possibile, che due installazioni diverse siano compatibili l’una con l’altra, cioè che se due persone hanno installato un font si possano scambiare documenti e compilarli senza problemi.

In realtà, se si usa un sistema di astrazione questo non è affatto necessario. Faccio un esempio; tu decidi per un prefisso “GaramondPremier-” ed esegui l’installazione dai file

GaramondPremier-r8a.afm, GaramondPremier-ri8a.afm, GaramondPremier-b8a.afm, GaramondPremier-bi8a.afm

dando a fontinst l’istruzione \latinfamily{GaramondPremier-} (lo so, i font sono molti di più, ma è solo per dare l’idea).

Se chiami GaramondPremier.sty il file che serve per impostare questa famiglia come \rmfamily e così fa un tuo corrispondente che deve collaborare con te, non importa come lui abbia chiamato i suoi font; magari ha usato “pgx” come , ma se il pacchetto si chiama GaramondPremier.sty anche per lui, non c’è problema, purché nel documento non ci siano chiamate di basso livello come \fontfamily{pgx}\selectfont.

Lo schema Berry è nato ai tempi in cui severe limitazioni sui filesystem impedivano di usare nomi di file più lunghi di otto caratteri. Ha ancora la sua utilità, ma per uso personale non è così importante.

Ciao
Enrico

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