Capisco il vantaggio di compattezza per lo stile verbose, ma nel caso di un autore-anno, la spazio risparmiato con le abbreviazioni latine è quasi nullo, o addirittura negativo nel caso un ibidem sostituisca il solo anno in una citazione con l’autore nel testo. Mentre a mio parere si inficia la ragion d’essere dello stile stesso, che dovrebbe essere l’immediata comprensibilità del riferimento.
Bisogna distinguere alcune situazioni.
1) Citazioni fatte nel testo. In questo caso quello che osservi è corretto. Con \textcite, nel caso di citazioni successive riferite allo stesso luogo, “ivi” sostituisce solo l’anno, e il risparmi non è significativo, anche se il risultato non mi dispiace:
Coma ha affermato Rossi (1999, p. 13), «la bibliografia è problematica, non solo in italiano». Lo stesso Rossi (ivi, p. 15) sostiene però che «si tratta di un problema risolvibile; in qualche modo»
2) Citazioni in nota. In qusto caso con “Ivi” si ha un risultato migliore.
Senza la latinitas “ivi”:
`1. Rossi 1999, p. 15.
2. Rossi 1999, p. 16.
3. Rossi 1999, p. 35.`
Con la latinitas “ivi”:
`1. Rossi 1999, p. 15.
2. Ivi, p. 16.
3. Ivi, p. 35.`
Anche a me pare che in inglese sia sempre posizionato dopo i nomi, e prima dell’anno (con o senza parentesi). (Non sono molto sicuro per l’italiano: mi pare di ricordare (a cura di) dopo l’anno.)
Il mio dubbio veniva da un risultato in bibliografia del tipo seguente, in cui la posizione di (eds.) rende meno evidente l’anno dell’opera, spostato rispetto agli altri all’interno della riga.
Autore, Pinco (2000) ……..
— (2005) ………….
— (2006) …………
— (eds.) (2007) …….
L’esempio è molto chiaro. La scelta di mettere (a cura di) prima dell’anno deriva da una necessità “funzionale”. In questo modo si capisce subito che la voce è una curatela.
Il manuale di Lesina non è esplicito in proposito. Dalle prove che avevo fatto a suo tempo mi sembrava che il risultato fosse migliore con “(a cura di)” prima dell’anno; ma non avevo considerato il tuo esempio. Rimaniamo in attesa.
Ciao
Ivan