Re: link nell’indice con pdf/a

#53328
OldClaudio
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    Ciao,
    grazie a tutti per le risposte, pensavo gia’ di bollarela faccenda come “problema di Acrobat Reader”ma dopo la risposta di OldClaudio non me la sento piu’ 🙂
    Fornisco qualche dettaglio ulteriore per vedere se mi potete dare una mano, innanzitutto ho isolato il problema in un piccolo esempio che riporto qui:
    *********************************************************************************
    \documentclass[11pt,pdfa]{toptesi}
    %
    \hypersetup{%
    pdfpagemode={UseOutlines},
    bookmarksopen,
    pdfstartview={FitH}
    colorlinks,
    linkcolor={blue},
    citecolor={blue},
    urlcolor={blue}
    }
    %
    %\usepackage{color}
    %\usepackage[colorlinks=true,urlcolor=blue,citecolor=blue,linkcolor=blue]{hyperref}
    %
    \begin{document}
    \indici
    \chapter{Primo capitolo}
    Testo del primo capitolo
    \section{Primo paragrafo}
    Testo del primo paragrafo, qui cito il secondo capitolo: \ref{cap2}.

    qui metto un link a una pagina web \url{http://www.polito.it}
    \section{Secondo paragrafo}
    Testo del secondo paragrafo
    \chapter{Secondo capitolo}
    \label{cap2}
    Testo del secondo capitolo

    qui metto un link a un’altra pagina web \url{http://www.google.it}
    \end{document}
    ************************************************************************************
    Se compilo qiesto esempio cosi’ com’e’ i link funzionano solo aprendo il file con SumatraPDF (anche se con questo programma le zone “cliccabili” non sono azzurre), con Acrobat Reader viene fuori l’avviso che il documento viene letto in “PDF/A mode” ma i link non funzionano.
    Se invece elimino l’opzione pdfa dalla chiamata a Toptesi, elimino \hypersetup con tutte le sue opzioni e abilito le chiamate ai pacchetti color e hyperref che nel codice vedete commentate, allora i link funzionano ( e le zone “cliccabili” sono azzurre) con entrambi i software. Ovviamente i bookmarks funzionano sempre ma mi interessano i link “nel testo”.
    Preciso che:
    – non ho errori di complilazione ne’ warning in nessun caso
    – per adesso non ho predisposto il file con i metadata ma ho pensato che non fossero indispensabili, non mi e’ chiaro dalla documentazione se si puo’ saltare questa parte.
    – ho lasciato il profilo di colore gia’ disponibile in pdfx poiche’ il file era gia’ incluso nella caetella di pdfx

    Se servono altri dettagli sarei lieto di fornirli.
    Bebe

    Allora: io apro l’esempio di compilazione toptesi-example.pdf con adobe reader X; mi dice che è PDF/A compliant, e questo mi sta bene, perché l’esempio voleva proprio provare quello. Tra l’altro circa un anno fa avevo chiesto alla Adobe di mettere a disposizione un software gratuito (in questo caso scopro che è proprio il Reader) che verificasse la conformità allo standard ISO 19005-1 per i PDF sia A sia X (X è per la stampa, A è per l’archiviazione). Ora sono soddisfatto che tutti i pattch che ho introdotto nel codice di toptesi per rendere conformi anche i font matematici sono riconosciuti validi e il tempo che ci ho consumato sopra non è stato sprecato.
    Nel file aperto con il Reader i bookmark funzionano i link colorati internamente no. E questo perché il Reader tratta i PDF/A nel modo corretto, anche se mi domando perché i bookmark (link interni) funzionino, mentre i riferimenti alle figure, alle voci bibliografiche, e simili, siano disattivati.

    Sumatra e altri visualizzatori, a quanto pare non riconoscono la qualifica PDF/A e li lasciano attivi.

    Il Patch che tu hai creato funziona e non funziona; nel senso che se specifichi pdfa nelle opzioni, il file hyperref viene caricato e alcuni suoi comandi vengono corretti al fine di essere PDF/A compliant, il che è necessario ma non sufficiente per la conformità. dopo puoi solo impostare alcuni aspetti quali quelli inseriti nell’argomento del comando \hypersetup. Per la conformità allo standard i metadata sono necessari.

    Se tu togli l’opzione pdfa alla dichiarazione di classe, e poi ti carichi hyperref e le sue impostazioni nel preambolo, e (ovviamente) non fornisci i metadata, il file non risulta PDF/A compliant, ma gli hyperlink funzionano tutti, interni ed esterni.

    Direi che dovrebbe essere chiara la differenza.

    Tuttavia io mi/ti porrei una domanda: Perché vuoi fare un documento (la tua tesi) che sia PDF/A compliant? Il PoliTO ancora, per quel che mi risulta, non lo richiede, e non ho avuto notizia da nessun altro ateneo italiano che la richieda. Negli Stati Uniti alcuni atenei lo richiedono, ma sembrano proprio pochi.

    Il progetto “tesi archiviabile a lungo tempo” al PoliTO è cominciato 2,5 anni fa; ci ho lavorato sopra sei mesi per risolvere i numerosi problemi che sorgevano per la conformità. Ho prodotto toptesi in modo che fosse possibile creare tesi PDF/A compliant e l’ho messo su CTAN a disposizione di tutti, anche degli altri atenei italiani e internazionali che avessero voluto usarlo come modello da modificare secondo le loro necessità e le loro specifiche per fornire ai loro studenti uno strumento valido per questo scopo. Ho anche specificato che MS Word e OpenOffice, almeno allo stato dell’arte del 2008, non erano in grado di produrre file PDF/A compliant, nonostante affermassero di poterlo fare.
    Ho riferito i miei risultati sia al Servizio Bibliotecario sai al Servizio Studenti, ma poi sembra che tutto sia morto lì.

    Ora è chiaro che i link interni ed esterni in una tesi stampata non servono a nulla. Potrebbero servire nel file PDF archiviato, casomai qualcuno volesse leggere delle tesi precedentemente archiviate per non “dover riscoprire l’acqua calda”, ma semplicemente citando i risultati pregressi (Occhio! ho detto citare, non ho detto copiare!). Tenuto conto dell’obsolescenza rapida dei contenuti delle tesi (e di moltissimi altri lavori scientifici) vedo molto remota la possibilità che le tesi di più di cinque anni vengano lette da chicchessia. Allora tanto vale che la tesi in formato PDF non archiviabile sia depositata presso il dipartimento dove è stata svolta, a beneficio dei successivi laureandi; e che un’altra copia PDF/A compliant (contenente anche i metadata) sia depositata presso l’opportuna segreteria per l’archiviazione di legge.

    È salomonico, non vi pare? 😉

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