Re: Riflessione: “margaritas ante porcos” ?

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Sto concludendo la stesura della mia tesi di dottorato. Per fortuna le linee guida non sono particolarmente restrittive, si limitano solamente a raccomandare quello che si deve assolutamente evitare. Tirato un sospiro di sollievo, ho deciso di adottare il pacchetto classicthesis apportando solo qualche leggera modifica. Come mi aspettavo, il risultato dal punto di vista visivo e’ di altissima qualita’.

Arriviamo al dunque. Nonostante abbia scritto tutta la tesi in Latex, ho dovuto consegnare le prime bozze in formato Word. Mi e’ stato detto che non si possono aggiungere note e commenti su un PDF. E gia’ qui sono sorti i primi problemi, visto che convertire 250 pagine da PDF a Word mantenendo (piu’ o meno) il layout e’ stata un’impresa. Sono finalmente giunto alla stesura definitiva, l’ultima bozza prima della stampa. Nessuna grande correzione da fare, quindi ho inviato a chi di dovere il file in PDF.

I commenti sono stati sconcertanti. Prima di tutto, secondo chi ha corretto, la tesi deve essere scritta in Arial 12, altrimenti e’ semplicemente brutta. Le didascalie devono essere in grassetto, altrimenti diventano indistinguibili dal resto del testo (sic!). Ma il commento migliore e’ stato su una tabella 4×8 (quindi 32 “celle”) dove sono riportati i risultati piu’ importanti della tesi. Cito, in inglese.

`”You are allowed to put some colour in your life, or boldness at least. As these are your main results, make this table bigger and use bold fonts. Also, change the background colour of each cell. I would also recommend to enclose the whole table in a frame.”`

Mi e’ sembrato di essere tornato alle elementari, quando la maestra mi diceva di fare le cornicette coi fiori e le farfalle attorno al testo. E poi, vi immaginate una tabella con 32 colori diversi?

Io sono sconcertato. Scusate lo sfogo, ma era dovuto.

Buona giornata a tutti.

Ho spostato in “Tipografia” perché mi sembra la sezione più adatta.

Vediamo la questione tecnica, per prima: è semplicemente falso che non si possano aggiungere commenti e note a un PDF. Non sono esperto del mondo Windoze, ma su Mac OS X esiste un programma completamente open source che lo fa (Skim); suppongo ne esistano anche su altre piattaforme. Inoltre esiste un metodo molto facile, in uso da secoli, per commentare o correggere una bozza di stampa: un foglio di carta bianco su cui scrivere i propri commenti indicando pagina e capoverso o riga da correggere.

Sui consigli “tipografici” sarebbe da stendere un velo pietosissimo. Ma facciamoci coraggio.

Arial è del tutto inadatto per lunghi testi; non dico che sia brutto, ma di sicuro non facilita la lettura, tanto meno a corpo 12. Sulle didascalie posso “quasi” essere d’accordo: non vedo affatto male usare un font diverso e contrastante con quello principale; ma, ovviamente, in corpo ridotto. Lo stesso Bringhurst adotta questo espediente nei suoi “Elementi dello stile tipografico”: Minion per il testo e Scala Sans per le didascalie.

Una tabella 4 per 8 con 32 colori di sfondo diversi è descrivibile con un solo aggettivo: pacchiana.

Hai tutta la mia solidarietà. Va’ per la tua strada: se solo quelli erano i commenti, significa che dal punto di vista scientifico non hai nulla da temere.

Ciao
Enrico

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