Re: Limiti di XeTeX e XeLaTeX

#52640
OldClaudio
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    La vera limitazione di XeLaTeX è che non funziona microtype. Con un preambolo come
    Codice:
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{fontspec}
    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}

    puoi compilare qualsiasi cosa si compili con LaTeX (ma con i Latin Modern al posto dei Computer Modern). Si può benissimo usare anche babel, fra l’altro.

    Per chi non ha bisogno di molta matematica non c’è molto da dire: mathspec fa il suo lavoro con un po’ di suggerimenti da parte dell’utente per le spaziature in modo matematico se si vuole usare un font diverso da Latin Modern. Per un testo con molta matematica la scelta è drasticamente ridotta: esistono solo tre font matematici, al momento, che siano compatibili con unicode-math. Sono Cambria Math (che si paga comprando MS Office), Asana Math e XITS. Asana Math è la versione Unicode di MathPazo (cioè Palatino), mentre XITS è Times. È presumibile che in un prossimo futuro ci siano altri font matematici Unicode: non è facile produrli, ma è sostanzialmente un lavoro di aggiustamento di crenature e di completamento di tabelle prendendo i simboli “neutrali” da dove già ci sono.

    Più complesso sarà creare le tabelle per microtype, quando sarà disponibile con tutte le sue potenzialità. Già ora il supporto completo non è per qualsiasi font sia presente nel proprio sistema anche con pdfLaTeX: impostare tutti i parametri è lungo e noioso.

    Il fatto che ClassicThesis non funzioni con XeLaTeX dipende dai troppi trucchi che Miede ha impiegato. Una classe scritta in modo sufficientemente generale è facilmente adattabile (suftesi, per esempio, come ti ho indicato in altra corrispondenza).

    Questo è il preambolo, depurato di roba che non interessa, che sto usando per le dispense in preparazione:
    Codice:
    \documentclass[a4paper,11pt,titlepage]{book}

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage[math-style=TeX]{unicode-math}
    \setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{TeX Gyre Pagella}
    \linespread{1.05}
    \setsansfont[Ligatures=TeX,Scale=MatchUppercase]{Futura}
    \newfontfamily{\greekfont}{GFS Didot}
    \newfontfamily{\eurofont}{Symbol}
    \newfontfamily{\cyrillicfont}{Old Standard}

    \setmathfont{Asana Math}

    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \setotherlanguages{english,french}
    \setotherlanguage[variant=ancient]{greek}

    \usepackage[colorlinks,linkcolor=black]{hyperref}
    \usepackage{bookmark}

    \usepackage[noadvisor]{frontespizio}

    \begin{document}
    \begin{frontespizio}
    \begin{Preambolo*}
    \usepackage{fontspec}
    \setmainfont[Ligatures=TeX]{Futura}
    \end{Preambolo*}
    \Universita{Verona}
    \Facolta{Scienze della Formazione}
    \Corso[Laurea]{Scienze della Formazione Primaria}
    \Titoletto{Enrico Gregorio}
    \Titolo{Note per il corso di\\Fondamenti di Matematica}
    \NCandidato{}{}\Punteggiatura{}
    \Annoaccademico{2010–2011}
    \end{frontespizio}

    Come vedi si può usare XeLaTeX anche per il frontespizio, passando i comandi necessari. Cool

    Ciao
    Enrico

    Certo che se si usano di default i Latin Modern e non si usano altre cose strane, direi che ogni file compilabile con pdflatex è anche compilabile anche con xelatex. Il vantaggio, se il gioco vale la candela, è che non bisogna chiamare i pacchetti inputenc e fontenc, né richiamare esplicitamente il pacchetto lmodern.

    Ho provato a prendere il tuo preambolo per le dispense che stai scrivendo e di cui ho visto una anteprima a Pisa, molto belle davvero, ma… quanta di questa bellezza discende da xelatex e quanta discende da te? 8)

    Io ho un Mac come il tuo, certamente non configurato come il tuo, ma io comincio ad avere problemi a partire dalla riga dove definisci la \newfontfamily con il font GFS Didot. Tu ce l’hai installato, io no, Ho provato a cercare tra i font di sistema del Mac altri font che contenessero il greco; non ci sono riuscito e francamente trovo che il Mac (non giudico Linux e Windows) non aiuta molto in questa ricerca. Avevo trovato i DejaVu Serif, ma questi fanno parte della collezione di OpenoOffice.org e fontspec non li vede.

    Poi ho commentato ogni riferimento ai font greci e sono andato avanti. Non trova i cirillici; vabbe’. Commento anche la chiamata ai cirillici; Poi non gli vanno bene gli Asana Math, e protesta perché cerca di crearli con metafont e trova uno spazio nel nome. Commento anche questi, ma poi non so come farà a gestire la matematica unicode senza una polizza di font che lo consenta.

    Per carità, il tuo file è stato di molto aiuto e te ne ringrazio, perché, anche se non sono riuscito a combinare niente di buono, ho imparato molte cose.

    Tuttavia quando avrai finito di scrivere le tue dispense, e avrai tempo di dedicarti a scrivere il manualetto “starter” di XeTeX e XeLaTeX, aggiornato agli eseguibili di oggi, non a quelli che esistevano quando Goosens ha scritto il suo “primer”, cerca di tenere conto del fatto che i font sono forse uno sfizio, ma come si legge in questo forum sono sempre i font che danno i problemi maggiori ai linguisti e ricavare le informazioni necessarie anche esplorando a fondo il proprio PC non è facile.

    Non credo che ci saranno molti utenti che vorranno scrivere in cinese, tuttavia anche con i font latini ci sono delle difficoltà; con i font matematici ci sono difficoltà; con i font cirillici Goosens dice che forse la sillabazione funziona; con i font greci augura “Buona fortuna”, ma lascia intendere che le cose non siano così semplici e lisce. Eppure i nostri linguisti e i nostri umanisti hanno bisogno di riportare frasi in altre lingue e con altri alfabeti.

    E se per il greco, in mancanza di meglio, uno volesse dire a XeLaTeX che vuole usare i miei font, che richiedono un certo encoding diverso da quelli “ordinari” di TeX come glielo si dice? (Tra l’altro ora teubner è dotato di un file lgraccents-glyphs.def, caricabile anche indipendentemente da teubner, ma con la varietà politonica della lingua, che consente di evitare le legature fra diacritici e caratteri in modo da accedere direttamente ai caratteri con con diacritici che dovrebbe agevolare molto la diteggiatura con tastiera latina e che probabilmente consentirebbe di eseguire un buona mappatura dell’input unicode con i glipfi specifici — però non l’ho ancora scritta 🙁 ).

    Per completare le difficoltà che ho incontrato, non sono sicuro di avere capito bene come XeLaTeX carichi di default i Latin Modern (o qualunque altro font) rispettando i corpi ottici, che solitamente non sono disponibili quando si usano i font di sistema. Fa parte delle cose da spiegare nel manualetto che ci scriverai presto 😆

    Ciao
    Claudio

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