[Con XeLaTeX] ClassicThesis non funziona.
Per gli umanisti XeLaTeX è la soluzione migliore, vista l’incompatibilità tra utf8x e biblatex 🙁
La situazione si annuncia da mal di testa.
Già ora non vedo l’utilità di avere due “LaTeX” (LaTeX e pdfLaTeX), che fanno sostanzialmente la stessa cosa, ma leggermente incompatibili, riguardo ai formati di immagine accettati, all’uso di alcuni pacchetti, alla (im)possibilità di eseguire la ricerca diretta e inversa. Tutto questo è fonte di malintesi, soprattutto per i principianti.
XeLaTeX (che, da quel che leggo, è incompatibile con microtype, ClassicThesis e biblatex: hai detto niente!) rischia di complicare ancor più le cose.
Poi c’è LuaTeX.
La situazione che si prospetta è, francamente, da incubo: tanti “LaTeX” (LaTeX, pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaTeX…) ciascuno con pro e contro, ciascuno variamente incompatibile con tutti gli altri. Se pensate che c’è chi ritiene che già adesso LaTeX sia troppo difficile…
Sarà anche una situazione tipica del mondo open source (vedi Linux, dove forse ci sono più distribuzioni che utenti…), ma spero che non sia quella la strada che prenderà LaTeX.
Non la vedo così male. C’è ancora chi si ostina a usare LaTeX (non pdf) perché è legato a metodi di lavoro spesso superati (penso a certe applicazioni di pstricks che si possono ottenere con tikz, per esempio).
LuaTeX e XeTeX nascono con scopi diversi, ma sono largamente compatibili. Nemmeno LuaTeX ha il supporto completo per microtype, fra l’altro.
È vero che la scelta, in un non lontano futuro, sarà fra XeLaTeX e LuaLaTeX; diciamo TeX per umanisti e per scienziati, forse. In ogni caso sarà (quasi) la fine delle traversie con i font.
ClassicThesis non è compatibile con niente perché l’autore l’ha reso tale. Biblatex funziona piuttosto bene con XeLaTeX, ci sarà da risolvere qualche piccolo intoppo.
Ciao
Enrico