Ho trovato la prima magagna vera, non una cosetta che dipende dalla mia scarsa preparazione con xelatex.
Quando si lavora con pdflatex il programma esegue correttamente la sillabazione delle parole che contengono l’apostrofo, come è raccontato anche nell’apposita appendice dell’Introduzione.
Questo fatto discende dall’aver impostato l’apostrofo, che non è una lettera, in modo che abbia associato un codice di “minuscola” diverso da zero e pari al suo codice di carattere.
Con xetex e xelatex la sillabazione è impostata nella stessa maniera, nel senso che vengono usati gli stessi file di pattern e di impostazioni per le varie lingue che vengono usati quando si lavora con il motore pdftex (LaTeX e pdfLaTeX).
Senonché il file che descrive la lingua italiana a xelatex, oltre a riferirsi ad un diverso modello tratto da quello per babel, ma forse un modello troppo scarno, commette un grave errore: attribuisce il codice di “minuscola” alla “virgoletta chiusa alta semplice” (codice Unicode esadecimale “2019”) invece che all’apostrofo (codice Unicode esadecimale “0027).
Questo errore può sembrare trascurabile, ma non lo è perché impedisce la sillabazione delle numerose parole legate ad un articolo o a una preposizione articolata che ha subito l’elisione.
Per aggirare questo problema ci sono alcuni sporchi trucchi, che io stesso mi rifiuterei di usare.
Ho già segnalato il fatto alla commissione per le lingue, ma non so che effetto ne sortirà.
Segnalo inoltre che con polyglossia e la lingua italiana non sono più disponibili i comandi abbreviati introdotti dal doppio apice né i comandi per inserire le unità di misura, i pedici e gli apici. Non so se segnalare questo fatto che a me disturberebbe non poco, ma che apparentemente non disturba affatto altri utenti italiani del sistema TeX, quelli che non usano né quelle scorciatoie né quei comandi, anche se nella composizione tradizionale con LaTeX e pdfLaTeX funzionano ancora benissimo.