Direi che è un po’ eccessivo …
Non credo, anzi. Ieri sera ero un pò nervoso. A mente lucida posso dire quanto segue.
Il livello qualitativo della documentazione di ConTeXt è sotto gli occhi di tutti. Io non ne darò definizioni per non dover dire cose spiacevoli nei confronti di persone che verosimilmente non mi leggono e non possono rispondermi.
Ma i dati quantitativi non sono opinabili. La lista dei documenti indicati alla pagina http://wiki.contextgarden.net/Fonts (il primo link da te riportato) li ho letti tutti, e la domanda che ho fatto nel mio post precedente resta senza risposta: dove è scritto nel wiki o nella reference (o in uno qualunque dei documenti di cui sopra) che per poter usare un font “di sistema” secondo il codice indicato in un documento Pragma su un sistema conTeXt proveniente da TeX Live 2010 bisogna aggiungere a mano alcune linee di codice in un certo file?
Ma la situazione è anche più grave di così: In questo articolo del TUGboat (citato nella stessa pagina “Fonts” del wiki, sezione Unsorted links) Aditya Mahajan dice (paragrafo 6: “Different typefaces”)
… If you want to use a different typeface altogether, such as Times or Palatino, the Pragma web site has recipes covering all the commonly available typefaces [http://pragma-ade.com/general/manuals/showfont.pdf].
Addirittura “recipes”. L’esempio da me riportato nel primo post è appunto la prima “ricetta” del documento, che non funziona a meno di non effettuare a mano alcune modifiche a files di sistema di cui non si fa parola nel documento stesso. Ma circa la metà di quelle ricette non funziona sul mio sistema; e allora quali altre “quattro linee” devo aggiungere, e a quali files?
Dopo aver letto tutto il leggibile sui fonts in conTeXt la domanda fondamentale (come faccio a sapere quali sono i fonts disponibili sul mio sistema e come faccio a usarli) non ha visto l’ombra della risposta: era l’oggetto del mio thread del 27 dicembre. Il campo “risposte” a quel thread riporta il numero 0. Non ho insistito perchè ho visto che le stesse risposte le ha ricevute chi ha fatto la stessa domanda sulla mailing list.
Superwolfgang sarà anche un genio, ma il suo modulo utilizza una decina di blocchi \startsetups \stopsetups e fa uso intensivo dei layers: nel “testo di riferimento” da te citato (cont-en.pdf, nel quale non esiste un paragrafo sulla creazione di nuovi moduli) la sequenza “startsetups” ricorre 0 volte (non ne parla neanche il wiki: l’ambiente \startsetups è citato solo nella pagina delle spiegazioni mancanti http://wiki.contextgarden.net/Command_Syntax/Missing). Ma anche la sequenza “layer” ricorre 0 volte nella reference. Non si tratta di argomenti secondari: nella revisione attuale (http://pmrb.free.fr/contextref.pdf, versione 26 ott. 2010) del manuale quegli argomenti sono previsti, anche se ancora allo stato embrionale.
Questi sono i fatti. Le opinioni su cosa sia un linguaggio di programmazione e come lo si impari non le discuto perchè non ne vedo l’utilità.
Ciao.
Sam Qasbah