Ragazzi, qui non vi seguo più.
😥OldClaudio scrive (in rosso, grassetto e maiuscolo!):
Avvertenza: I FILE .STY SCRITTI DA ALTRI NON SI DEVONO MAI MODIFICARE.Mentre Enrico risponde:
La scelta di Lorenzo è di mettere le macro personali in un file .sty che sta nella stessa cartella e vale quindi solo per quel lavoro. In tal caso è ovvio che quel file è modificabile.Ora, cosa devo dedurne?
Si possono modificare o no?In ogni modo, a parte la curiosità, vi ponevo quella domanda del file .sty perché volevo sapere come fare per modificare l’aspetto delle mie citazioni.
OldClaudio si riferiva ai file .sty che si trovano nella distribuzione TeX: quelli non vanno mai toccati per due motivi principali. Primo: copyright. Secondo: con un aggiornamento della distribuzione le modifiche verrebbero probabilmente perse.
Il modello di Lorenzo prevede un file “tesi.sty” che fa semplicemente da raccoglitore per i comandi personali e sta nella stessa cartella di lavoro del documento principale. Il suo scopo è proprio quello di liberare rendere meno pesante il documento “root” e quindi può essere liberamente modificato, probabilmente aggiungendo ciò che serve nel proprio documento.
Come ben sapete ormai, non mi piacciono affatto quei “p.” che appaiono nelle citazioni, vorrei avere delle citazioni così (con la virgola, i due punti, e le parentesi rotonde):
(Geppetto, 1865: 34)
Come fare per fare in modo che questo accada nel modello Classic Thesis? Dove devo modificare quali parametri?
Grazie, da Dresda (sotto la neve)!
Cristina
Perché mai vorresti evitare “p.”? Io sinceramente preferisco la virgola e l’indicazione “p.” che è poco ambigua, a differenza dell’altra: a che ti riferisci? Al capitolo, alla sezione, alla pagina?
Ciao
Enrico