Era uno scherzo 😀
Ogni tanto ci vuole. Non era, però, un invito, questa volta: mi interessava soltanto sapere qualcosa a grandissime linee, come avete già fatto, e vi ringrazio.Mi sembra di capire che Lua sia ancora in un mare un po’ alto.
Ciao
Tommaso
Che vuol dire “mare un po’ alto”?
Per quello che ho sperimentato, il linguaggio Lua è molto compatto ed efficiente e per niente difficile da imparare.
Molto simile concettualmente al python, ha le sue caratteristiche peculiari naturalmente (come il fatto che alle variabili possono essere assegnate anche funzioni), ma forse l’unica vera differenza con python è il minore sviluppo di librerie (in realtà volendo si può abbastanza facilmente estendere Lua).
Implementata in standard C, gira su qualsiasi macchina dotata di un compilatore ANSI C, quindi praticamente su tutte, ammette un unica struttura complessa per la gestione dei dati, la tabella, con cui si possono implementare liste, alberi, array, array multipli, ecc e perfino il paradigma della programmazione ad oggetti (operatore : ).
Penso quindi che potenzierà notevolmente il motore di composizione ma la vera sfida sarà mettere a punto strutture sintattiche idonee per l’utilizzo da parte degli utenti.
Infatti in Lua è facilissimo, esaminare stringhe ed effettuare calcoli.
In TeX per esempio, non è affatto banale eliminare da un argomento passato ad una macro eventuali caratteri spazio finali (io mi affido al pacchetto di Florant Chervet etoolbox), in LuaTeX diviene semplice come uno dei tanti problemi della programmazione.
`
function deblank(s)
return string.match(s,”^%s(.-)*%s*$”)
end
`
Per quanto riguarda la pubblicazione di guide, ne volevo inserire una in un articolo per ArSTeXnica che ho cominciato a scrivere ma quest’anno gli impegni sono aumentati ed il progetto sembra rimandato a dato da destinarsi.
Qui entra in gioco la collaborazione, ma è tutto un altro argomento.
Ciao