Lo so, lo so, che volevi i numeri di pagina minuscoli, ma hai fatto u commento sul fatto che ti paice il CM.
I font CM sono quelli che ha disegnato Knuth nel lontano 1978-79 e che si chiamavano Almost Computer Modern: poi quando è uscito TeX82 egli ha reso i suoi font distribuzione ufficiale, toglieno l’ “almost” visto che aveva tolto quasi tutti i bug. Le ultime correzioni ai Computer Modern sono di un cinque o sei anni fa. I CM sono formati da polizze di 128 caratteri e non hanno i caratteri accentati, visto che in inglese non servono; TeX però è atteezzat per mettere una moltitudine di segni diacritici sopra e sotto qualunque lettera. Tuttavia la sillabazione è impedita da questi comandi per sovrapporre gli accenti. Dopo pochi anno che il sistema TeX aveva preso piede e con furore, direi, anche in Europa dove virtualmente, a parte l’inglese moderno, non c’è nessuna lingua che si scriva senza qualche diacritico o qualche carattere speciale, nel 1991, insieme all’uscita di TeX 3 che poteva gestirli, fu stabilito un standard per font a 256 caratteri e furono quasi subito creati i font Euroepan Computer Modern, sigla EC, di cui però non furono distribuiti altro che i file per produrli con METAFONT sotto forma di matrici di punti. Invece i CM erano già stati resi disponibili in formato vettoriale.
Negli ani 2000 le associazioni nazionali polacca e cecoslovacca si diedero da fare per produrre font vettoriali adatti alle loro lingue ricchissimi di segni diacritici e impeditissime dal vecchi font CM, ma anche impediti dai font EC privi di una versione vettoriale (veramente ne esistevano ma erano proprietarie, quindi non erano distribuibili con le versioni gratuite del sistema TeX). Gli sforzi di questi gruppi hanno prodotto sempre sulla fals riga dei CM, i font Latin Modern a 256 charatteri e corrispondenti a diversi encoding, non solo il T1, praticamente diventato oggi il font di default, ma anche le codifiche più adatte alle lingue slave, completando e arricchendo le famiglie (con grazie, senza grazie, a spaziatura fissa, a spaziatura variabile. ecc.) le serie (normale, nero esteso, nero normale, condensato, ecc.) e le forme tondo, corsivo, maiuscoletto, tondo inclinato, corsivo diritto, maiuscoletto inclinato,ecc.), molte delle quali non essitevano nella raccolta CM. Il diegno è stato ritoccato un poco in modo che fosse particolarmente adatto epr i font vettoriali. I Cechi hanno invece reso in formato vettoriale adattamanti dei palatino, elvetica, courier, eccetera in forma OpenType, mentee i LaTin Modern sono ancora solo in forma Type 1. anche se ne ho visti anche in forma TrueType.
Ora perché ti ocnsiglio di usare i LAtinModern con l’opzione T1 per il pacchetto fontenc e con l’opzione che preferisci per il pacchetto inutenc. perché così non avrai mai nessuna problema con i font del testo che si sposino bene con quelli della matematica; se poi i Latin Modern (che per il testo normale sembrano i CM) ti piacciono, come piacciono a me, allora diventeranno i tuoi font per tutti i giorni.
Attento, indipendentemente da ogni altra cosa, devi sempre usarli per motori di composizione come pdfLaTeX che compongano con font vettoriali, devi sempre produree file in formato PDF, e devi sempre usare per l’uscita la codifica T! se vuoi sillbare bene anche il tuo POF, che suppongo sia scritto in italiano; usa anche il paccheto microtype per avere capoversi bellissimi, ancora più belli di come li compone pdfLaTeX quando non usi questo pacchetto. Sarai felice per sempre.
Non sentiirti troppo principiante; ora che conosci l’Arte a memoria, studiati anche l’Introduzione (link qui sopra); la discussione fra le codifiche dei font, i vari tipi di font, di come comporre testi a partire da sorgenti scritti in Word, a rispettare le norme tipografiche, molte delle quali sono di pura “educazione” più che delle prescrizioni cogenti. L’unione dell’Arte e dell’Introduzione fa un binomio perfetto.