Non mi sono spiegato bene. Quello che tu esponi è la mappa dei font, quello di cui io parlo è il modo di selezionare i corpi con i file .fd
Per esempio il file t1lrm.fd contiene fra l’altro il codice:
`
\DeclareFontShape{TS1}{lmr}{m}{n}%
{<-5.5> ts1-lmr5 <5.5-6.5> ts1-lmr6
<6.5-7.5> ts1-lmr7 <7.5-8.5> ts1-lmr8
<8.5-9.5> ts1-lmr9 <9.5-11> ts1-lmr10
<11-15> ts1-lmr12
<15-> ts1-lmr17
}{}
`
I corpi ottici usati sono solo il 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 17 come tu hai notato dalle mappe.
Ma ogni altro possibile corpo rientra nei range della dichiarazione. Ora è vero che il vero corpo 11 non c’è come corpo ottico, ma è ottenuto dal corpo 12 per rimpicciolimento di i/12, vale a dire dell’8,3%
Il pacchettino type1ec distribuito insieme ai font CM-super produce lo sesso effetto sui CM-super, salvo che questi sono più numerosi quindi c’è sa aspettarsi che gli ingrandimenti e i rimpicciolimenti siano più contenuti che non con gli LM. D’accordo. Ma i file .fd degli LM lo fanno già da soli, mentre per i CM-super bisogna farlo caricando un ulteriore pacchetto. Inoltre i corpi ottici degli LM sono gli stessi che Knuth aveva creato per i CM.Se lui aveva ritenuto che questi corpi ottici fossero sufficienti, perché noi dovremmo avere dei dubbi?
Visto da una altro punto di vista: Io ho creato i font greci modellandone i corpi ottici come quelli dei font EC prodotti (dopo la versione beta dei DC) dal comitato preposto, anche se portano la firma solo di Knappen. Non ho confrontato con i parametri METAFONT dei CM-super (se esistono), ma quelli degli EC erano determinati un po’ ad occhio, specialmente per i corpi ottici maggiori, senza una legge precisa: basta prenderne un parametro a caso e riportarlo in diagramma in funzione del corpo ottico per il quale è stato specificato; I nodi della curva spline usata per interpolare i valori sono decisamente in numero inferiore a quello dei corpi ottici creati e la spline è ondeggiante perché, appunto, i valori sono stati messi lì a buon senso, ma non con una legge precisa in testa. Quindi i corpi ottici degli EC e dei CM-super sono già frutto di una, chiamiamola, interpolazione, quindi non sia ha nulla in più rispetto agli LM se non l’apparenza, e forse qualcosa in meno dell’apparenza. Almeno l’interpolazione e l’estrapolazione degli LM è lineare fra un corpo ottico e l’altro e fuori dei valori estremi; è prevedibile che cosa succede, non è prevedibile con gli EC e i CM-super.
Detto questo non mi sembra che la discussione sia realmente importante: si tratta di variazioni talmente piccole che la riproduzione a schermo e a stampa anche con le macchine di fotoincisione a densità maggiore non permette di valutare ad occhio nudo le differenze.
Perché discutiamo allora? non ce n’è motivo; l’unica differenza reale e tangibile degli LM rispetto ai CM-super ed EC è che i file pfb che vengono caricati nel file PDF finale sono di meno se si usano gli LM. Per la qualità non credo che senza l’uso del microscopio si possa dire nulla.
Ciao
Claudio