Grazie per il pacchetto 😀
Però mi chiedo come potrei fare a scrivere nel preambolo quelle definizioni non avendo la tastiera italiana la possibilità di mettere lunga e breve sopra le vocali.
Diversamente tastierato (© egreg9) 🙂
Mi sembra di capire che la tua soluzione aggiri utf8x, necessario invece per scrivere
ă ĕ ĭ ŏ ŭ Ă Ĕ Ĭ Ŏ Ŭ ā ē ī ō ū Ā Ē Ī Ō Ū
direttamente da tastiera a chi ne ha la possibilità.
Niente è “necessario”. Il nuovo pacchetto evita la necessità di caricare utf8x con le sue complicazioni ed effetti collaterali (incompatibilità con biblatex, per esempio).
In sostanza, rimanendo in ambito latineggiante, per segnare la quantità sulle vocali potrei:
1. mettere latin tra le lingue di babel, withprosodicmarks come attributo, \ProsodicMarksOn prima del testo interessato e usare le scorciatoie;
2.dare utf8x a inputenc e scrivere ă ĕ ĭ ŏ ŭ Ă Ĕ Ĭ Ŏ Ŭ ā ē ī ō ū Ā Ē Ī Ō Ū direttamente dalla tastiera (su Mac basta impostare la US extended come sorgente di input);
3. dare utf8 a inputenc e procedere con venti dichiarazioni nel preambolo del tipo
`\DeclareUnicodeCharacter{0102}{\u{A}}`
4. usare il tuo pacchetto e scrivere nel preambolo venti cose come
`\newunicodechar{Ĕ}{\u{E}}`
per poi usare Ĕ tranquillamente nel testo. Naturalmente dando utf8 a inputenc.Giusto? In pratica si usa il metodo del punto 2 evitando utf8x.
Il metodo 1 è quello di scelta per il diversamente tastierato che abbia bisogno di molti di quegli accenti. Il metodo 2 ha qualche controindicazione, come già osservato. Il metodo 3 richiede di cercarsi i numeri corrispondenti ai caratteri. Sul Mac c’è l’applicazione UnicodeChecker che aiuta.
Il metodo 4 è stato ideato proprio per ovviare al problema di cercarsi i numeretti, a patto che si sia in grado di inserire i caratteri direttamente; ma se uno può usare i metodi 2 e 3, certamente può servirsi del 4. Non occorre nemmeno dare tutte le definizioni in blocco, basta aggiungerne quando serve; se poi si dovessero avere problemi di sillabazione, si possono integrare le definizioni secondo lo schema
`\newunicodechar{ă}{\u{a}\allowhyphens}`
in modo da permettere le cesure successive alla lettera accentata (notare che occorre ridefinire anche “ă” e “Ă”, in questo caso). Nell’improbabile caso che uno voglia usare “ă” anche in modo matematico, si può pure ricorrere a
`\newunicodechar{ă}{\textormath{\u{a}\allowhyphens}{\breve{a}}}`
Mi raccomando, però: non ridefinite “ă” e “Ă” se il vostro documento contiene passi in romeno o vietnamita. 🙂
Ciao
Enrico