Grazie Enrico! Il guaio è che ho letto ciò che scrivevi qualche tempo fa:
Con minipage crei un oggetto unico e “indivisibile”, che però è costruito come se fosse una “pagina”: il testo al suo interno è composto in modo normale con la giustezza data dall’argomento all’ambiente minipage. Questa dimensione è anche la larghezza dell’oggetto ottenuto, mentre la dimensione verticale dipende dal contenuto.
L’argomento opzionale a minipage può essere “t” oppure “b”, che specifica come allineare la minipage rispetto al “terreno circostante”, cioè alla riga di stampa dove si troverà: con “t” l’allineamento sarà rispetto alla prima riga interna alla minipage, con “b” rispetto all’ultima; il comportamento di default è di centrare la minipage rispetto alla riga che la contiene.
All’interno di una minipage il parametro del rientro è azzerato; se si desidera che i paragrafi siano rientrati, occorre specificare una dimensione per \parindent dentro la minipage; sugli “Appunti” trovi una possibile definizione di un ambiente “minipage*” modificato in cui la misura del rientro viene mantenuta.
Quando serve minipage? Non molto spesso, a dire il vero, nell’uso normale. Può tornare utile nel caso si abbiano due figure non molto larghe che si vogliono comporre affiancate ma con didascalie separate (trovi certamente esempi sul forum); con subfig e \subfloat si ottengono, invece, figure affiancate con unica didascalia e, facoltativamente, sottodidascalie.
È un importante attrezzo per chi è “esperto”, ma non così importante nella composizione di testo normale.E forse io non sono così ‘esperto’… Altri escamotages? O dico al collega che deve adattarsi ad inserire un componimento per pagina?
Ciao,
Luca
Vediamo un esempio, allora. Vogliamo due poesie in una pagina, una in alto a sinistra e la seconda in basso a destra; poi le variazioni si possono immaginare facilmente.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[lmargin=2cm,rmargin=2cm,heightrounded]{geometry}
\newsavebox{\poemA}
\newsavebox{\poemB}
\newenvironment{doublepoem}[1][0]
{\def\poemskip{#1}\newpage}
{\setdoublepoem{\poemskip}}
\long\def\dopoem#1#2{%
\begin{lrbox}{#2}\begin{minipage}{.5\textwidth}\begin{verse}
#1
\end{verse}\end{minipage}\end{lrbox}}
\long\def\firstpoem#1\endfirstpoem{\dopoem{#1}{\poemA}}
\long\def\secondpoem#1\endsecondpoem{\dopoem{#1}{\poemB}}
\def\setdoublepoem#1{\noindent
\vbox to\textheight{\vspace*{\stretch{#1}}\box\poemA\vfill}%
\vbox to\textheight{\vspace*{\fill}\box\poemB\vspace{\stretch{#1}}}\par}
\begin{document}
\begin{doublepoem}[0.5]
\firstpoem
Que' ch'infinita providentia et arte\\
mostrò nel suo mirabil magistero,\\
che crïò questo et quell'altro hemispero,\\
et mansüeto piú Giove che Marte,
vegnendo in terra a 'lluminar le carte\\
ch'avean molt'anni già celato il vero,\\
tolse Giovanni da la rete et Piero,\\
et nel regno del ciel fece lor parte.
Di sé nascendo a Roma non fe' gratia,\\
a Giudea sì, tanto sovr'ogni stato\\
humiltate exaltar sempre gli piacque;\\
ed or di picciol borgo un sol n'à dato,\\
tal che natura e 'l luogo si ringratia\\
onde sì bella donna al mondo nacque.
\endfirstpoem
\secondpoem
Quando fra l'altre donne ad ora ad ora\\
Amor vien nel bel viso di costei,\\
quanto ciascuna è men bella di lei\\
tanto cresce 'l desio che m'innamora.
I' benedico il loco e 'l tempo et l'ora\\
che sì alto miraron gli occhi mei,\\
et dico: Anima, assai ringratiar dêi\\
che fosti a tanto honor degnata allora.
Da lei ti vèn l'amoroso pensero,\\
che mentre 'l segui al sommo ben t'invia,\\
pocho prezando quel ch'ogni huom desia;
da lei vien l'animosa leggiadria\\
ch'al ciel ti scorge per destro sentero,\\
sí ch'i' vo già de la speranza altero.
\endsecondpoem
\end{doublepoem}
\end{document}`
L’argomento opzionale a doublepoem è il “fattore di sfasamento”: con 0 la poesia di sinistra comincia al margine superiore e quella di destra finisce al margine inferiore; con 1 vengono centrate l’una rispetto all’altra.
Ciao
Enrico