Le notazioni latine adottate dalla ISO (International Standards Organization) sono riprese tali e quali dalle norme UNI emesse dall’Ente di Unificazione Italiana. Le norme UNI in Italia hanno valore di legge.
Non sto qui ad annoiarti con queste disquisizioni tecnico-legali, ma la tua collega di mate, certamente cultrice di Peano, saprà sicuramente che Peano aveva inventato il “Latino sine flexione” come lingua franca per gli scienziati, e per i matematici in particolare; potresti convincerla con questo argomento. Peano diceva infatti che qualunque persona con un minimo di cultura (siamo a cavallo fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900) conosce il latino; liberarla dal peso della declinazione serve solo per semplificarle un poco la vita lasciandola libera, però, di organizzare la frase come meglio crede, visto che il latino è scarsamente posizionale: una frase costruita con la sintassi abituale italiana o quella abituale tedesca non cambia significato, solo perché l’ordine delle parole è cambiato. 🙂
L’amico Apostolos Syropoulos, già presidente del TUG ellenico, aveva scritto un pacchettino per consentire di scrivere le funzioni con i nomi greci; gli feci presente le norme ISO; mi rispose che (allora) non insegnava in un liceo ma in un istituto professionale, dove gli studenti conoscevano a mala pena la lingua madre, figuriamoci qualcosa scritto in lettere latine e con abbreviazioni latine. Però poi ha abbandonato questo pacchetto al suo destino e non credo che appaia più nemmeno su CTAN.
Gli arabi, inveve, hanno il problema di scrivere non solo i nomi arabi, ma di scriverli da destra a sinistra, Per loro, norme ISO sì, norme ISO no, c’è chiaramente un problema in più, ma poi almeno all’università si abituano non solo a frequentare le lezioni in una lingua occidentale (francese o inglese), ma a scrivere tutto in lettere latine.
Per noi che parliamo e scriviamo in latino moderno (l’unica lingua romanza quasi priva di substrati estranei alle popolazioni “indigene” italiche) non dovrebbe essere un problema scrivere sin invece di sen, e sicuramente è meno misterioso scrivere tan o cot al posto di tg o ctg.
Scusa l’off topic.