Enrico, grazie di cuore del tempo!
Ti chiedo subito se le prime righe del codice che mi hai postato
`\begin{filecontents*}{nomiinnota}
item_0 “\\stoprange \n\\item ”
delim_0 “\\startrange ”
postamble “\\stoprange\n\n\\end{theindex}\n”
\end{filecontents*} `
devono essere collocate necessariamente prima di evocare la classe, come hai fatto tu.
Poi ho un ulteriore dubbio, più serio. Come faccio a sapere quando indicizzo se il nome comparirà solo in nota, visto che non conosco ex ante come impaginerà LaTeX? Perché, se ho interpretato correttamente i comandi, il terzo caso
`Agostino\footnote{x\nindex{Agostino}} `
cioè l’occorrenza del nome solo in nota, prevede che io abbia questa informazione.
Infine, gli “implicit ranges”: sì, mi servono, ma qui si può semplificare e gli intervalli generati automaticamente potrebbero bastare, distinguendo solo i casi omogenei e non quelli misti, che mi pare che Makeindex faccia già di suo. Attendo lumi…
Ciao,
Luca
Il “filecontents” serve solo per avere a disposizione il file “nomiinnota.ist”, che è essenziale per la faccenda.
Non capisco l’obiezione: quando scrivi sai se il nome che stai indicizzando è in nota, visto che sei nell’argomento di \footnote. C’è qualcosa che non riesco a capire?
Per gli “implicit ranges” automatici è piuttosto complicato. Ma già così com’è, se hai una situazione come
- 1 2 3 3n 4 5n
ottieni nell’indice
- 1-3, 3n, 4, 5n
Basta eliminare “-r” dalle opzioni a \makeindex.
Ciao
Enrico