Così come un‘immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Il paragone improprio è di Ivan: non credo proprio che ogni immagine si possa spezzare in due pagine.
Anzi, le immagini spezzabili in due pagine mi sembrano più l’eccezione che la regola!
Ahimè, il linguaggio ordinario! Intendevo dire che esiste un mondo possibile nel quale un oggetto è un’immagine e questa immagine può essere spezzata su due pagine…
In ogni caso credo proprio che ogni immagine possa essere spezzata, all’occorrenza. Il che non significache lo debba essere. Non credo che la proprietà di “poter essere spezzate” intacchi l’essenza delle immagini 😉
Suppongo che parlasse di immagini divise su due pagine affiancate. Sono assai comuni.
Certo, l’ho dato per scontato.
Prendo un quadro di Van Gogh. Tu lo spezzeresti su due pagine? Io no. Come vedi, non è così semplice.
Mi inserisco per dire la mia in estrema modestia. Ritengo che in fondo Ivan abbia ragione: un url è un oggetto che, diversamente dalle parole del testo, non è fatto per essere letto e, diversamente da un immagine, non è fatto per esser guardato.
Chiarissimo! Avrei voluto dirolo io 😀
Spezzare un’immagine comporta difficoltà a coglierla per intero così come spezzare un parola nei punti sbagliati la rende meno intelligibile. Un url non devi né coglierlo per intero né “capirlo”. Non è un significante, non ha un “significato”.
Basta pensare a un url come questo:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/posting.php?mode=quote&p=59880&sid=95e284026dd70bc041938ee37d5bb7a3
Dove lo sillabiamo, Lorenzo?
Le parole significanti che leggiamo in un url lo sono solo per accidens. Non denotano alcunché, sono autoreferenziali. L’unica cosa di denotante in un url è l’url stesso, ma lo è in maniera diversa da un termine.
Ciao
Ivan