Esiste un pacchetto marginfix, che crea un’altra categoria di oggetti flottanti coni quali gestire meglio gli oggetti a margine. Non so se vada bene per le figure.
Se il problema di avere un’unica coda, un unico contatore, un unico stile di didascalia per le figure a margine, wrapfig dovrebbe riuscirci, ma l’autore ammette che talvolta non ci riesce; infatti il comando per inserire le figure a margine prevede dei codici di posizionamento in merito al margine e se possono flottare o se devono restare fisse.
Ma, se il problema è l’indice delle figure, allora devi scegliere: o l’indice delle figure e nessuna figura a margine, o figure a margine, senza didascalia e quindi non elencate nella lista delle figure.
L’indice delle figure l’hanno Messo Lorenzo e Tommaso nell’Arte di scrivere con LaTeX; l’ho messo io nell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; c’è in molti altri testi di consultazione, ed è utile che ci sia per agevolare la consultazione, non la lettura; in quei testi poi quelle liste avevano anche un valore didattico per mostrare che cosa si può fare. Ma onestamente un rapporto tecnico potrebbe essere usato come documento di consultazione, ma una tesi no. Nell’improbabile caso che la tesi venga letta da altri oltre allo scrivente e al relatore, forse dal controrelatore, la tesi viene letta dalla prima all’ultima pagine, ma non viene consultata. Quindi, mentre un indice generale è sempre utile, la lista delle figure e la lista delle tabelle non servono proprio a niente in una tesi.
Ovviamente questa è la mia opinione personale e nessuno è obbligato ad essere dello stesso parere; ma almeno sentendo chi è di parere opposto permette di esaminare il problema nella propria situazione con spirito critico e poi quelle liste verranno adottate o verranno escluse a ragion veduta, dopo aver ben valutato i pro e i contro.