illinguista1972″ post=62568I nostri punti di vista sono fondamentalmente diversi, checché ne dica Lorenzo 😛 Al di là delle nostre formazioni, io tenderei piuttosto a mettere qualcosa in più, lui a levare senza pietà. Infatti, quando si tratta di aggiungere una cosa che non c’era, di solito lui stende una bozza velocissima per punti, io mi prendo un paio d’ore e la stendo in lingua corrente nel modo più completo possibile, prendendo dalle varie guide, poi gliela sottopongo. Lui cala impietoso la mannaja della censura (chi era Catone? pfui! 😉 ), io sfrondo e gli rimando. Poi magari ci accorgiamo che qualcosa che avevamo levato andava bene, eccetera. La versione finale deve piacere a tutti e due. Se non piace all’uno o all’altro, con grande simpatia ce la facciamo piacere, magari indulgendo a una debolezza dell’uno o dell’altro 🙂
Il fatto è che certe cose le dobbiamo prima di tutto capire noi alla perfezione; che cosa dire al lettore, poi, è un altro discorso. Vedi la faccenda dei caratteri accentati: è indubbiamente ingarbugliata, ma quello che deve sapere il nostro lettore non è molto. Ci interessa l’essenziale.
illinguista1972″ post=62568Un’altra è stata l’opportunità o meno di insegnare a modificare il sorgente di babel per quel difetto maledetto con il latino. Sappiamo bene che avendo una tastiera americana si possono mettere tutte le lettere che si vogliono già fatte, ma non possiamo certo costringere tutti ad averla!
Non è colpa nostra se babel viene aggiornato così di rado: se c’è un problema di LaTeX, noi autori dell’Arte possiamo fare poco. Ci sono certi problemi che andrebbero risolti alla radice, rendendo problema e soluzione trasparenti per l’utente. Quando ciò non avviene, non resta che insegnare al nostro lettore a metterci una pezza.
Ciao,
L.