Vedi che siamo d’accordo?
È preferibile non creare sitografie, ma quanno ce vo’ ce vo’
La tua descrizione non serve per “fare figo” ma riflette esattamente il lavoro preliminare di analisi critica che è necessario svolgere prima di rinviare un lettore ad un sito inaffidabile.
Per la documentazione più o meno ufficiale, come quella indicata da Ivan non avrei problemi nemmeno io;
per la documentazione cartacea è vero: i testi stampati possono contenere refusi che diventano vere e proprie castronerie; ne so qualcosa perché mi è capitato spesso con i miei testi. Per fortuna scrivevo testi dalla tiratura limitata che in tre o quattro anni richiedevano una revisione, ciò nonostante dovevo arrabattarmi con fascicoli dei Errata Corrige che con il mio primo testo a stampa ha superato le 30 pagine 😥
Il problema, però, non è il fatto delle castronerie; sta all’interpretazione/analisi critica dello studente citare fonti attendibili e non citerà quelle che sono piene di castronerie. Resta però il fatto che tutte le pubblicazioni a stampa devono essere depositate almeno nelle biblioteche nazionali, e quindi saranno disponibili per centinaio di anni, incendi permettendo; ovviamente le biblioteche nazionali hanno impianti antincendio molto sofisticati. Certo sono meno facili da consultare i testi conservati nelle biblioteche nazionali, ma la loro reperibilità è assicurate per lunghissimi periodi di tempo; pensa solo alle biblioteche e agli archivi vaticani dove sono conservati anche (frammenti di) documenti del primo secolo e sono lì da venti secoli. Per cose più specializzate, pensa ala raccolta di papiri conservati al museo egizio di Torino (mi è stato detto che sia la più vasta raccolta mondiale — relata refero — in ogni caso il ME di Torino per ricchezza di reperti è/era il secondo al mondo e non è escluso che dopo le recenti incursioni nel ME del Cairo quello di Torino sia diventato il primo al mondo) che conserva papiri di molti secoli prima della nostra era.
D’accordo, l’oggetto delle tua tesi non necessita di riferimenti di papiri egizi, ma il mio racconto serve solo a evidenziare la maggiore permanenza dei documenti raccolti su documenti cartacei.
Persino i film, raccolti su pellicola, non hanno una durata così lunga come i documenti cartacei e poco dopo cento anni di esistenza del cinema si parla già di pesanti restauri per conservare quelle testimonianze della nostra cultura.