xrobbo” post=64411Grazie della risposta, anche se non è proprio quella che mi aspettavo. Uso da molto tempo anche compilatori tex puri (texmakerx, texstudio). Lyx ha i suoi vantaggi, perché oltre ad avere un compilatore tex sotto, ha una risoluzione grafica che mentre si lavora non cava gli occhi, che è la ragione per cui spesso preferisco Lyx a Texstudio. Ho provato anche texwork, ma le prestazioni sono per me inferiori e il problema della visualizzazione lo stesso. Non conosco invece Kile
Se qualcuno è in grado di suggerirmi compilatori tex o modalità di visualizzazione che consentano di lavorare bene anche su schermi inferiori ai 15″ farà di me una persona felice ed eternamente grata.
Sono un umanista, quindi non faccio uso dell’apparato matematico.
grazie per l’aiuto
Il problema in realtà non esiste, che tu sia un umanista o un tecnologo. Tutti gli editor ti permettono di scegliere i carattari da usare con l’editor; tutti i visualizzatori di file pdf ti permettono di ingrandire la pagina, e spesso hanno anche una lente di ingrandimento, rettangolare o rotonda con la quale andare ad esaminare i dettalgi fini.
Io uso quotidianamente un desktop molto grande, ma sono spesso in viaggio e suso un portatile da 15 pollici; OK; tu sei interessato a un portatile con lo schermo fra i 10 e i 15 pollici, magari con un rapporto di forma 4:3 invece che 16:9 come i moderni portatili. Il tuo problema quindi giustifica in parte molto minima l’uso di LyX, che usa una finestra sola dove ti appare qualcosa di simile a quello che pdfLaTeX poi comporrà.
Ma è propri lì il punto: LyX ti fa credere di vere quello che uscirà dalla composizione, mentre gli altri ti fanno vedere il testo sorgente non composto; se non riesci a immaginare quello che ne uscirà, senza bisogno di avere LyX che ti toglie tutti i mark-up facendoti vedere qualcosa che con la tua mente potresti vedere benissimo senza LyX, vuol dire 🙂 che non hai esercitato abbastanza le tue capacità di immaginazione, e sei ancora fortemente legato al metodo WYSIWYG di Word.
Concentrati su quello che scrivi, senza badare a come apparirà una volta composto e allor ascoprirai che anche con uno schermo piccolo la sola finestra dell’editor sarà più che sufficiente.
So per avere collaborato con uno degli sviluppatori di LyX che questo programma ti permette di introdurre da tastiera delle sequenze di caratteri latini che sullo schermo ti appaiono caratteri greci con i debiti segni diacritici già inseriti. Molto bello. Io non ho una versione di LyX così aggiornata, quindi non posso controllare ed eventualmente apprezzare, ma quello che posso dirti è che scrivendo el medesime sequenze di caratteri altini, pur non essendo un grecista, riesco a leggere il greco traslitterato come se fosse greco vero; evidentemente sono allenato a immaginare quello che pdfLaTeX produrrà. Ma ho imparato a mie spese quanto sia importante di scrivere quello che si ha da scrivere senza preoccuparmi dell’aspetto grafico; quello verrà poi e lo si sistemarà alla fine, ma prima bisogna buttare giù le idee e non c’è nessun bisogno di LyX.
Come hai visto ho collaborato cono uno sviluppatore di LyX; se è per quello i miei pattern di sillabazione sono usati da molti programmi freeware o semplicemente free, non necessariamente open source e spesso mi capita di dare assistenza agli sviluppatori di quei programmi. Non sono pregiudizialmente contrario a nessuno, nemmeno a LyX, ma ritengo che i presunti vantaggi di usare LyX siano solo apparenti, mentre i problemi che da LyX, come front end ai programmi e ai file sorgente TeX sono reali.
Eppure fra i vari convertitori di formato ne esiste uno che può essere impiantato in Word come un qualunque altro plugin, e serve per esportare il file doc in formato .lyx; questo a sua volta può essere usato per traformare il formato .lyx on formato .tex (in realtà LaTeX) e poi si passano ore e ore a corregere il file .tex così prodotto. Dov’è il vantaggio? Lavorando solo con LyX forse c’è una conversione in meno, ma il file .tex che LyX può salvare non è certo a livello di un file .tex che uno può scriversi da solo; tant’è che ci vogliono ore per cambiarlo in qualcosa di funzionale.
Forse questi inconvenienti per testi di carattere umanistico sono meno importanti, ma è il concetto stesso di essere legati alla configurazione del programma, che mi dà fastidio.
In sostanza LyX non è del tipo WYSIWYM, What You See Is What You Mean, come pretende di essere, ma è del tipo WYSIAWYCG: What You See Is All What You Can Get 🙂