ivan” post=64538In conclusione. Lasciate l’Arte così com’è. Se uno compone un documento secondo le regole dell’Arte per passare a suftesi servirà soltanto modificare il caricamento della classe ed eliminare tutti i pacchetti e comandi superflui e soprattutto quelli che modificano il layout.
Caro Ivan, permettimi di esporti la mia visione (ideale) del mondo (LaTeX).
Il bello di LaTeX è che permette di disinteressarsi (quasi) completamente dell’aspetto tipografico del documento. Per aspetto tipografico, o layout, intendo:
- i font del documento;
- la geometria della pagina;
- lo stile di pagina (testatine e piè di pagina);
- il formato dei titoli delle sezioni;
- il formato degli indici;
- il formato degli elenchi;
- il formato delle didascalie.
Idealmente, vorrei che questa roba fosse tutta definita a livello di classe (non di pacchetti!), e che l’utente non la toccasse. Scrivendo
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}`
l’utente mette, per così dire, le mani avanti: “sto scrivendo un libro; lo stamperò in formato A4 e in corpo 11; il layout (font, geometria e stile di pagina, formati di titoli di sezione, indici, elenchi e didascalie) è quello standard.
Idealmente, mi piacerebbe che l’utente potesse scrivere
`\documentclass[a4paper,11pt]{classicthesis}`
e
`\documentclass[a4paper,11pt]{arsclassica}`
Idealmente, vorrei che l’utente potesse passare da un layout all’altro cambiando classe e lasciando invariato il resto.
In questo quadro rigoroso-integralista, sono disposto ad ammettere moderat(issim)e personalizzazioni al layout, ma solo a livello di opzione generale di classe. Per esempio, l’utente potrebbe scrivere
`\documentclass[beramono]{classicthesis}`
se vuole che il suo documento composto con ClassicThesis usi i Bera Mono come font a spaziatura fissa. Di personalizzazioni di questo tipo, però, meno ce ne sono e meglio è: chi personalizza una classe, per me, sta facendo qualcosa di anomalo.
Poi ci sono i pacchetti. Per come la vedo io, l’utente normale non dovrebbe usare quelli che modificano il layout: pacchetti come geometry, titlesec o titletoc dovrebbero essere usati (solo) da chi programma la classe, non dall’utente finale.
I pacchetti che l’utente “normale” può usare dovrebbero essere solo quelli che non cambiano il layout; che so, chemfig se deve scrivere chimica, glossaries se ha bisogno di un glossario, longtable se gli serve una tabella su più pagine, verse se deve scrivere poesie. Eccetera.
L’idea di trasformare ClassicThesis e AsrClassica in classi è buona. Ma questo non posso farlo io: programmare una classe è una cosa troppo seria per lasciarla a un dilettante. Idealmente, se queste classi venissero scritte, l’Arte potrebbe cambiare filosofia: ovvero potrebbe indirizzare l’utente verso classi non standard, rigide, sconsigliando tutti i pacchetti che modificano il layout.
Sarebbe un progresso, per l’Arte, ma soprattutto per LaTeX.
Che ne dite?
A presto,
L.